2022/06/17

Tesla apre sempre più colonnine rapide alle altre marche

Ultimo aggiornamento: 2022/06/19 23:55.

Le stazioni di ricarica rapida di Tesla (Supercharger) sono normalmente riservate esclusivamente alla ricarica di auto elettriche della stessa marca. La disponibilità di una rete di ricarica dedicata ed esclusiva è uno dei punti di forza del modello commerciale di Tesla rispetto alle auto elettriche della concorrenza e rende rassicurante e semplicissima la ricarica: è sufficiente inserire il cavo di ricarica nella presa per l’auto, senza preoccuparsi di attivare la colonnina usando app, tessere o altro. Carica e relativi addebiti sono gestiti direttamente dal veicolo e dall’app Tesla.

Tuttavia a novembre 2021 Tesla ha iniziato ad abilitare alcune stazioni di ricarica all’uso da parte di veicoli di altre marche. L’utente deve solo installare l’app Tesla sul proprio smartphone e creare un account. 

Le prime stazioni abilitate in questo modo sono state alcune di quelle olandesi. A gennaio 2022 sono state abilitate alcune stazioni in Norvegia e Francia e a febbraio tutti i Supercharger olandesi sono diventati accessibili a veicoli non Tesla. A maggio si sono aggiunti alcuni Supercharger spagnoli e britannici.

Ora l’accessibilità è stata estesa ad alcune stazioni in Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo e Svizzera, segnala Electrek, pubblicando una mappa delle stazioni abilitate. L’apertura è riservata agli utenti residenti in questi paesi.

Questa apertura, se estesa a tutta la rete Tesla, potrebbe eliminare una delle critiche più frequenti che ostacola l’installazione dei Supercharger, ossia il fatto che servono solo le Tesla e quindi favoriscono una specifica azienda, a differenza delle colonnine di altri operatori (per esempio Ionity o Free to X) che sono aperte ad auto di qualunque marca. È abbastanza comprensibile che una pubblica amministrazione o una stazione di servizio carburanti sia riluttante ad ospitare una colonnina di ricarica che può essere usata soltanto da auto di una specifica marca, oltretutto non particolarmente diffusa.

L’apertura completa della rete Tesla aggiungerebbe ben 35.000 colonnine rapide in tutto il mondo e aumenterebbe notevolmente la disponibilità di punti di ricarica per i viaggi lunghi, situati spesso accanto a ristoranti o alberghi, a qualunque automobilista elettrico con auto dotata di presa standard CCS, offrendo molta più certezza di ricarica ai viaggiatori. L’uso a pagamento da parte di utenti di altre marche (a tariffe maggiori rispetto agli utenti Tesla) porterebbe a Tesla maggiori ricavi, investibili in una ulteriore espansione della rete di ricarica.

Per contro, questa apertura potrebbe causare maggiore traffico presso i Supercharger, che finora sono stati riservati agli utenti di questa marca, e in alcune zone del mondo si sono già verificati casi di congestione con lunghe file di attesa. 

C’è anche il problema che molte auto elettriche di altre marche hanno la presa di ricarica in posizione opposta diversa rispetto alle Tesla (che l’hanno a sinistra in coda) e quindi possono finire per occupare due posti di ricarica invece di uno se il cavo della colonnina non è sufficientemente lungo, come mostra questa foto su Watson.ch: l’auto sta occupando lo stallo in cui si trova e non consente l’uso dello stallo alla sua destra da parte di una Tesla o altra auto con presa sulla sinistra (perché quell’auto dovrebbe usare la colonnina situata a sinistra del proprio stallo).

Le informazioni di Tesla sul progetto di apertura dei Supercharger sono pubblicate qui. Per sapere quali colonnine sono abilitate, si può consultare la mappa pubblicata da Electrek oppure la mappa ufficiale Tesla, nella quale i Supercharger aperti ad altre marche sono indicati dalla dicitura "This Supercharger is open to Tesla vehicles and Non-Tesla vehicles with CCS compatibility" quando si clicca sulla loro icona. In alternativa, si può consultare la sezione Carica il veicolo non Tesla del proprio profilo nell’app di Tesla (lo possono fare anche i proprietari di Tesla), zoomare sulla zona geografica che interessa e poi toccare Cerca in questa regione per vedere i Supercharger abilitati. 

In Svizzera, i Supercharger abilitati sono al momento quelli di Steg-Hohtenn, Kriegstetten, Egerkingen, Bulle e Oftringen, stando a quanto indicato nell’elenco completo dei Supercharger elvetici. Le tariffe ammontano a 0,70 CHF/kWh, che scendono a 0,57 se si sottoscrive un abbonamento che costa 13,99 CHF/mese, riferisce Watson.ch.

Qui sotto potete vedere un esempio di carica di una Peugeot elettrica a un Supercharger Tesla nel Regno Unito.

2022/05/30

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Padova-Trento-Lugano (828 km, 38 euro)

30 maggio 2022. Nei prossimi giorni la Dama del Maniero ed io dobbiamo andare a Padova per qualche giorno (per il CicapFest) e poi a Trento per lavoro (una serie di corsi informatici). In tutto faremo circa 800 chilometri. Ecco il nostro piano di viaggio elettrico.

Partiremo dal Maniero con il 100% di carica, fatta a casa usando l’app Tesla per gestirla nelle ore a tariffa elettrica ridotta. Memori del viaggio precedente a Padova, dove avremmo potuto arrivare anche senza fare una (pur breve) tappa di ricarica ma abbiamo preferito non rischiare, proveremo ad andare leggermente più piano (120 km/h) per vedere se riusciamo ad arrivare all’hotel (che ha un Destination Charger) senza fermarci a caricare. Andando più piano ci metteremo un po’di più, ma probabilmente la differenza di tempo è minore del tempo necessario per uscire dall’autostrada, raggiungere il Supercharger di Vicenza e rientrare in autostrada. Dal Maniero all’albergo a Padova ci sono 310 km e Tess ha un’autonomia di circa 330 a velocità autostradali: ma sapendo di trovare con certezza la colonnina a destinazione, questo margine stretto non è un problema, e comunque durante il viaggio Tess ci avviserà sull’andamento dei consumi e ci dirà se dobbiamo fare tappa a caricare oppure no.

A Padova caricheremo Tess lentamente (a 10 kW) durante la notte fino al 100% e poi andremo a Trento senza tappe di ricarica passando per la A22 (182 km). La A22 è 60 km più lunga rispetto alla A31 e alla strada provinciale, ma è più scorrevole, perlomeno secondo i calcoli di Google Maps, tanto che i tempi di percorrenza sono praticamente uguali. Arriveremo a Trento con ampia riserva di autonomia.

L’albergo a Trento non ha colonnine (non lo abbiamo scelto noi), per cui abbiamo tre possibilità:

  • trovare un punto di ricarica nelle immediate vicinanze (ce ne sono parecchi da 10 kW, sia vicino all’albergo sia vicino al luogo dove devo lavorare) e lasciare lì Tess per qualche ora, pagando;
  • andare appositamente al Supercharger Tesla di Trento, che sta a 7 km dal nostro albergo, in via Innsbruck (gratuito per noi, però è una deviazione aggiuntiva);
  • ripartire da Trento senza caricare (tanto abbiamo parecchia autonomia residua) e fermarci lungo la strada del ritorno al Supercharger di Affi (73 km), che per Tess è gratuito, e pranzare durante l’oretta scarsa di ricarica sufficiente a darci i 221 km che ci riportano al Maniero. 

Vedremo come andranno le cose.

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2 giugno. Partiamo dal Maniero alle 14.08 con il 100% di carica fatta a casa. Siamo in tre (conducente e due passeggeri) più i rispettivi bagagli; aria condizionata a 23 °C con 32 °C di temperatura esterna. Facciamo tappa al Bauli in autostrada di Verona alle 16.23, dopo 218 km (173 Wh/km) percorsi andando a 125 km/h di velocità massima (salvo qualche, uhm, spunto per liberarsi degli sfanalatori compulsivi). Non carichiamo: la sosta è solo per prendere un caffé e un dolcetto, fare un salto alla toilette e poi ripartire alle 16.46. Noto con una certa sorpresa che una semplice sosta del genere è durata ben 22 minuti: se ci fosse stata una colonnina, avremmo avuto tempo di caricare parecchio.

Arriviamo a destinazione alle 17.47, dopo un totale di 313 km che hanno consumato 54,8 kWh (175 Wh/km), con il 9% di carica residua. Mettiamo subito Tess sotto carica al Destination Charger dell’albergo, facciamo il check-in e andiamo via. Dopo qualche ora, Tess è già carica all’80%. Fermo la carica tramite l’app: per qualche giorno non useremo l’auto, per cui non occorre fare il “pieno”.

Come previsto, riducendo molto lievemente la velocità siamo riusciti a fare l’intero viaggio senza doverci fermare a ricaricare. Ci ha aiutato molto, in questo esperimento, la schermata Energia del menu di Tess, che mostra la previsione dei consumi e rende estremamente facile adattare la velocità sul momento, senza ridurla eccessivamente. 

6 giugno. Dopo aver caricato Tess al 100% presso la colonnina dell’albergo, e dopo aver preattivato l’aria condizionata da remoto per via del gran caldo, alle 10:10 lasciamo Padova e ci dirigiamo verso Trento. In autostrada (A4-A22) troviamo traffico e code interminabili, ma alla fine arriviamo a destinazione alle 12:55 con il 39% di carica residua, avendo percorso 182 km. Abbiamo consumato un po’ più del previsto, a causa dell’aria condizionata durante le lunghe attese fermi in coda, ma comunque abbiamo ampio margine per raggiungere il Supercharger di Affi. Lasciamo Tess al parcheggio sotterraneo di Piazza di Fiera, che è accessibile anche con un’auto ingombrante e bassa come una Model S ed è dotato di colonnina (cosa che non sapevamo, ma in ogni caso non la usiamo perché non ci serve).

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8 giugno. Siamo a Trento per un paio di giorni per lavoro: domani partiremo per tornare al Maniero. Il piano iniziale è di partire con la carica residua, fare tappa ad Affi e poi andare fino a casa, ma grazie a un invito a cena in un luogo strategicamente piazzato abbiamo la possibilità di mettere sotto carica Tess alla colonnina del parcheggio (a Piazza di Fiera), a una trentina di metri dal nostro albergo nel tardo pomeriggio, andare a cena e staccarla dalla colonnina dopo cena. Ci costerà un po’, ma considerato quanto risparmiamo abitualmente possiamo anche concederci questo piccolo lusso, in modo da poter andare direttamente a casa l’indomani.


Carichiamo (a 11 kW) in totale 49,42 kW alla colonnina Enel-X, usando il nostro cavo (che è sempre a bordo per qualunque evenienza) e la tessera Enel-X (per evitare problemi e lentezze delle app), spendendo 28,67 euro (non ho abbonamenti, per cui la tariffa è alta, 0,47 euro/kWh) e arriviamo così al 94% circa all’ora di rientro in albergo. Un po’ poco per fare il viaggio di ritorno senza almeno un biberonaggio (si chiama così la carica rapida breve), ma vedremo come va.

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9 giugno. Partiamo da Trento alle 9:53 con il 94%. C’è traffico e anche volendo non si può correre, ma stiamo intorno ai 100 km/h per un bel tratto di strada e la finestra Energia di Tess ci dice che arriveremmo al Maniero con un 2% scarso di margine; fattibile (tanto ci sono parecchi punti di ricarica rapida lungo il percorso se i consumi dovessero essere maggiori del previsto), ma si pone uno dei dilemmi tipici dei viaggi elettrici: ci conviene andar piano (e quindi metterci più tempo) ma non fermarci a caricare (e quindi evitare il tempo della ricarica), oppure andare veloci (e quindi metterci meno tempo) ma fermarci a caricare (e quindi usare il tempo risparmiato per caricare)?

La risposta dipende da molti fattori, compreso lo stile di guida, la rapidità di ricarica e il tempo necessario per la deviazione per raggiungere la colonnina e poi rientrare in autostrada. Nel nostro caso c’è un Supercharger Tesla, per noi gratuito, a Bergamo Dalmine (ce lo suggerisce il navigatore di Tess mentre stiamo viaggiando), che raggiungeremo intorno all’ora di pranzo, dopo 200 km, ed è appena fuori dal casello autostradale, per cui decidiamo di andare veloci (130 km/h ovunque possibile) e fare una mini-tappa di ricarica lì intanto che mangiamo e ci riposiamo un momento.

Usciamo dall’autostrada alle 11:55, ma il navigatore di Tess sbaglia e non ci porta affatto al Supercharger: ci conduce su una strada statale che passa nelle vicinanze, senza dirci dove dobbiamo svoltare per entrare in una zona commercial-industriale, e poi dice che siamo arrivati. Così proviamo il navigatore dello smartphone (Google Maps), che ci porta a fare un giro in una strada che è bloccata dai lavori. Il tempo passa e la pazienza pure: il Supercharger è introvabile.

Alla fine ci accorgiamo che il navigatore dell’auto sta indicando dove si trova il Supercharger, ma per motivi incomprensibili si rifiuta di tracciare un percorso che ci porti lì. Proviamo a seguire la mappa del navigatore a naso e finalmente troviamo il Supercharger, nascosto dietro vari edifici e cantieri, senza la benché minima segnaletica che consenta di avvistarlo quando si è nelle vicinanze. Questo è un problema ricorrente delle stazioni di ricarica: a differenza dei distributori di benzina, che hanno grandi insegne montate su pali alti e ben visibili, le colonnine sono completamente prive di segnali che le rendano visibili e sono acquattate dietro capannoni o alberghi. Se l’app o il navigatore falliscono, trovarle è un’impresa.

Sia come sia, dopo aver perso venti minuti d’orologio per cercare il Supercharger, finalmente alle 12:16 carichiamo Tess intanto che facciamo uno spuntino. Siamo arrivati a Dalmine con il 33%, dopo 209 km, essendo partiti con il 94%; abbiamo consumato 38 kWh (182 Wh/km) in 2 ore e 24 minuti.

Il tempo dello spuntino (18 minuti) e alle 12:34 abbiamo il 60% di carica, più che sufficiente per tornare speditamente al Maniero. Arriviamo a casa alle 13:56, dopo altri 111 km, avendo consumato per questa seconda tratta 22,5 kWh (202 Wh/km) in un’ora e venti minuti, con il 23% di carica residua. Per il viaggio di ritorno abbiamo percorso in tutto 320 km.

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In totale, per questo tour abbiamo percorso 828 km, dedicando alla ricarica 40 minuti. Abbiamo caricato Tess a casa (61 kWh per 0,16 CHF/kWh), al Destination Charger (gratuito), alla colonnina Enel-X (28,67 euro) e al Supercharger (gratuito), per un totale di circa 38 euro (con un avanzo di un 23% di carica ancora sfruttabile).

2022/05/16

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Bellaria-Lugano (837 km)

Ultimo aggiornamento: 2022/05/23.

Il piano. Tra pochi giorni faremo un viaggio fino a Bellaria per partecipare alla Starcon. Dal Maniero Digitale al Palacongressi di Bellaria sono 401 km.

Lungo il percorso abbiamo i seguenti punti di ricarica rapida potenzialmente interessanti:

  • Stazione Free to X Modena (area di servizio Secchia Ovest), sull’autostrada, dopo 246 km (restano 155 km per arrivare)
  • Supercharger di Modena (1684 Strada Vignolese, Modena, accanto all'hotel Fini Baia del Re), dopo 263 km (restano 141 km per arrivare)
  • Supercharger di Bologna (via Aldo Moro 64, Casalecchio di Reno), dopo 288 km (restano 121 km per arrivare)
  • Supercharger di Forlì (Piazzale della Cooperazione 2/3, Forlì), dopo 362 km (restano 43 km per arrivare)

I Supercharger sono gratuiti (TESS ha accumulato un po' di referral che davano circa 11.000 km gratis), ma sono leggermente più scomodi da raggiungere perché non sono sull’autostrada: sono vicini a un casello. Quindi bisogna mettere in conto il tempo necessario per uscire dall’autostrada e raggiungerli. Le colonnine Free to X, invece, sono direttamente sull’autostrada (però si pagano). 

A destinazione abbiamo i seguenti Destination Charger (DC) di Tesla o punti di ricarica lenta di altri fornitori:

  • DC Hotel San Salvador (via Lucilio 8, Igea Marina), 4,5 km dal Palacongressi
  • DC Hotel Mon Pays Bellaria (viale G. Pascoli 3, Igea Marina), 1,5 km
  • Colonnina di fornitore ignoto (4FV8+5J per Google Maps), 1,3 km
  • Colonnina presso Albergo Lazzarini (via Arno 71, Igea Marina), 1,5 km
  • Colonnina BeCharge (piazza del Popolo 7, Igea Marina), 950 m

Il piano, per ora, è fare tappa sperimentale alla colonnina Free to X di Modena per fare almeno un test di carica; in caso di problemi, fare tappa a Modena per pranzare intanto che facciamo il “pieno”; e arrivare a destinazione. Lì useremo un Destination Charger o un’altra colonnina lenta per fare un altro “pieno” per il viaggio di ritorno.

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Esecuzione in pratica. 19 maggio: partiamo dal Maniero, in quattro con relativi bagagli, alle 9:15 con il 98% di carica (non ho fatto il 100% perché la carica non era arrivata al 100% al momento di partire e comunque non era necessario fare il “pieno” massimo). Lasciamo perdere l’esperimento alla colonnina Free to X e arriviamo al Supercharger di Modena (quello ormai abituale, situato strategicamente accanto all’ottimo ristorante Baia del Re) alle 12:03, dopo 266 km percorsi in due ore e 48 minuti, andando a 130 km/h ove possibile (non molto spesso, visto il traffico), tenendo accesa l’aria condizionata per contrastare i 30°C esterni. Abbiamo consumato 54,9 kWh di consumo (206 Wh/km) e abbiamo l’8% di carica residua. Mettiamo Tess sotto carica e andiamo a pranzo.

Pranziamo senza preoccuparci del tempo di ricarica: è la durata del pranzo a determinare la durata della ricarica, non viceversa. Ripartiamo così alle 13.16, dopo un’ora e 13 minuti, con l’89% di carica fatta (gratuitamente, grazie ai referral), più che sufficiente per portarci fino a Bellaria, dove arriviamo infatti con il 37% di carica residua alle 14:37, dopo un’ora e venti minuti, nei quali abbiamo percorso 144 km con un consumo di 31,7 kWh (221 Wh/km). Il viaggio di 410 km ha consumato 86,6 kWh (211 Wh/km).

Parcheggiamo Tess e andiamo a goderci la Starcon per qualche giorno. Faccio qualche chilometro per fare una demo per un amico, ma per il resto l’auto non ci serve.

Il 21 maggio porto Tess alla colonnina Tipo 2 di Enel X che sta a dieci minuti di distanza a piedi dal Palacongressi di Bellaria e la lascio sotto carica a 11 kW per il tempo della cena e della sessione serale della Starcon (4 ore e 42 minuti). Anche qui, la durata della ricarica è determinata dallo svolgimento della serata, e così finisce che carico al 98% (51 kWh, che costano 29,55 € IVA compresa, quindi 0,58 €/kWh).

Ho caricato più del previsto, e normalmente non bisognerebbe caricare oltre l’80% per poi lasciare l’auto carica a questo livello, perché a lungo andare non fa bene alla batteria, ma è andata così perché non avevo altri momenti liberi nei quali portare l’auto a caricare. In ogni caso, Tess consuma qualcosina anche da ferma (i sistemi di bordo non si spengono mai completamente nell’uso normale), per cui il 23 maggio, quando partiamo, la carica è già scesa all’88%. Sì, è una scarica notevole, circa 6 kWh in un giorno e mezzo, maggiore del normale kilowattora giornaliero, probabilmente perché Tess ha usato un po’ di energia per tenere fresca la batteria mentre era parcheggiata al sole.

Ripartiamo per il Maniero il 23 maggio alle 9:55 e arriviamo al Supercharger di Modena (lo stesso dell’andata) alle 11:51, dopo un’ora e 56 minuti (a causa del traffico e del navigatore che ci ha proposto un giro decisamente turistico della zona di Bellaria invece di portarci subito all’autostrada), avendo percorso 151 km e consumato 29,9 kWh (198 Wh/km) dall’ultima ricarica.

Pranziamo nello stesso ristorante dell’andata, lasciando che sia il pranzo a decidere la durata della ricarica, e alle 12:56 (dopo un’ora e 5 minuti di sosta) abbiamo il 94% di carica, che secondo il computer di bordo sono sufficienti a portarci fino al Maniero se viaggiamo stando intorno ai 120 km/h di punta (raggiunti raramente a causa delle code e del traffico); mal che vada ci sono varie colonnine rapide lungo il percorso. Arriviamo al Maniero alle 15:49 (dopo due ore e 51 minuti di viaggio), con il 13% di carica residua, avendo consumato 49,6 kWh (187 Wh/km).

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Riassunto. In tutto abbiamo percorso 837 km, consumando 168,6 kWh (201 Wh/km), che ci sono costati circa 42 € (il “pieno” a casa, 12 CHF, più i 29,55 € della colonnina; i Supercharger sono gratuiti per me grazie ai referral ancora per altri 11.000 km circa). Il tempo dedicato esclusivamente alla ricarica dell’auto è stato di circa 30 minuti in tutto (cinque minuti per portare l’auto alla colonnina, dieci per tornare a piedi, dieci per tornare a prenderla e cinque per riportarla al parcheggio).

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Padova-Lugano (635 km)

Ieri la Dama del Maniero ed io siamo andati con TESS a Padova per il corso CICAP (sono stato uno dei docenti). Il viaggio è stato talmente normale che mi limito ad annotarne qui brevemente i dati.

Sabato 14/5 8:06. Partenza con il 100% ("pieno" fatto a casa). Viaggio fatto a velocità sostenuta (appena sotto il limite autostradale di 130 km/h).

11:12. Sosta di ricarica al Supercharger di Vicenza (al centro commerciale Torri di Quartesolo) dopo 284 km, 50 kWh consumati (178 Wh/km), con il 17% di carica residua. Picco (breve) di carica a 102 kW. Computer di bordo indicava che se non ci fossimo fermati a caricare avremmo raggiunto la destinazione con il 4% di carica. Abbiamo preferito non rischiare e fare un piccolo rabbocco.

11:23. Ripartenza con carica al 36% dopo 11 minuti.

12:08. Arrivo a destinazione a Padova (hotel M14, dotato di Destination Charger Tesla) dopo 321 km totali. Messo TESS sotto carica e andati a fare il corso CICAP.

Domenica 15/5 15:54. Partenza da Padova con il 100% di carica (TESS ha caricato 50 kWh in tutto). Auto pre-raffrescata da remoto tramite app prima di partire (c’erano 36° nell’abitacolo).

17:33. Sosta di ricarica gratuita e toilette al Supercharger di Brescia (20 minuti).

17:53. Ripartenza. Traffico molto intenso. Viaggiato appena sotto i limiti autostradali ove possibile, ma molto spesso più lentamente a causa del traffico.

20:07. Arrivo al Maniero Digitale. TESS parcheggiata in garage. 635 km in tutto.

2022/04/07

Svizzera, a febbraio il 14,7% delle nuove immatricolazioni è stato completamente elettrico

Secondo Emotì (operatore di colonnine svizzero), “[n]el 2021 il 13.32% delle nuove automobili immatricolate in Svizzera erano completamente elettriche. In febbraio la percentuale ha raggiunto il 14.71%.”

2022/01/03

L'auto in assoluto più venduta in Svizzera nel 2021 è elettrica. Il futuro arriva in fretta

I dati di vendita per la Svizzera pubblicati da Auto.swiss indicano che l’auto più venduta nella Confederazione nel 2021, con qualunque sistema di propulsione, è un’elettrica pura: la Tesla Model 3, con 5074 esemplari su un totale di vendite di 238.480 veicoli.

Al secondo posto viene indicata la Skoda Octavia (4974 esemplari); al terzo la Audi Q3 (3960 unità).

Tesla ha anche venduto sei Model S, 21 Model X e 1392 Model Y.

I dati aggiornati sulle immatricolazioni vengono pubblicati qui (Immatriculations des voitures par modèle).

2021/12/30

Problemi al cofano per le Tesla Model S (e per la telecamera posteriore della Model 3): i fatti

Alcuni mezzi d’informazione segnalano un problema al cofano delle Tesla Model S, che “devono tornare in officina per un problema con il cofano anteriore, che potrebbe aprirsi «senza preavviso», ostruendo la visibilità del conducente” (Tio.ch, che cita Reuters).

Secondo Teslarati, che cita una mail ricevuta da un utente Tesla, il richiamo riguarda le Model S dal 2014 al 2021 (circa 119.000 esemplari, stando a Reuters) e la riparazione o modifica verrà effettuata gratuitamente. 

Il richiamo è stato depositato presso il sito dell’NHTSA, l’ente di sicurezza dei trasporti statunitense, scrive Barron’s. Il richiamo è pubblicato qui sul sito dell’NHTSA.

Il testo della mail è riportato in parte su Teslarati e su Reddit:

“Tesla has decided to proactively recall certain model year 2014-2021 Model S vehicles for inspection of the trunk's secondary latch. Our records indicate that your vehicle(s), 5YJSA1E10[omissis], may be affected by this recall.

On these vehicles, the latch assembly may be positioned too far back, preventing the secondary latch from properly engaging the trunk striker. If the trunk is inadvertently released while driving and the secondary latch is not engaged, the frunk may open without warning and obstruct the driver's visibility. If the frunk is inadvertently released, the driver will receive an alert on the user interface. We are not aware of any crashes or injuries relating to this condition.

Please schedule a service appointment using the Tesla app by selecting ‘Service’> ‘Request Service’ > ‘Other’ > ‘Something Else’ and in the ‘Describe Concern’ field, enter “Open Recall Repair – MS Frunk secondary Latch & Striker". At your appointment, Tesla Service will inspect your vehicle and perform any necessary repairs, free of charge.”

Da questa mail sembra di capire che il cofano possa aprirsi senza preavviso solo se viene inavvertitamente aperto il primo fermo di bloccaggio (cosa che non capita facilmente, dato che bisogna dare un comando apposito) e contemporaneamente risulta non impegnato correttamente quello secondario. Il rischio sembra quindi piuttosto contenuto.

Secondo il rapporto citato nel richiamo della Model S da parte dell’NHTSA, il richiamo è nato perché il cofano di una Model S del 2018 si è aperto mentre il veicolo era in modalità Drive. Una squadra di controllo ha verificato che il fermo secondario (secondary latch) era fuori allineamento. Lo stesso rapporto indica che si stima che il difetto sia presente in circa il 14% dei 119.009 veicoli potenzialmente coinvolti.

C’è anche un richiamo riguardante le Model 3 di Tesla, la cui telecamera posteriore può danneggiarsi nei cablaggi aprendo e chiudendo il bagagliaio, come nota Reuters, ma non sembra essere un problema particolarmente critico. Il testo del richiamo è qui sul sito dell’NHTSA.

Ogni proprietario di Tesla può verificare se il proprio veicolo è coinvolto in eventuali richiami digitando il suo codice VIN in questa pagina dell’NHTSA e anche in questa pagina di Tesla (la mia Model S non risulta avere il difetto). 

 

2021/12/31: Un aggiornamento indica che il richiamo riguarda anche circa 200.000 auto (circa 20.000 Model S e 180.000 Model 3) in Cina. Le correzioni sono semplici e poco costose, ma il numero elevato di veicoli comporterà un onere non trascurabile per l’assistenza post-vendita di Tesla.


Fonte aggiuntiva: Gizmodo.


2021/12/27

Finlandese fa esplodere la sua Tesla perché cambiare la batteria costa troppo. Dettaglio importante: comprata con garanzia scaduta

Molti siti e giornali (Punto Informatico, per esempio) stanno riportando la notizia di un finlandese, Tuomas Katainen, che ha fatto saltare in aria la sua Tesla Model S perché gli è stato detto che cambiarne la batteria primaria, risultata difettosa dopo soli 1500 km di utilizzo, gli sarebbe costato oltre 20.000 euro. 

Katainen si è rivolto a degli specialisti che hanno un canale YouTube nel quale mostrano, in condizioni di sicurezza, la distruzione esplosiva di vari oggetti al rallentatore, con un pizzico di umorismo e spettacolo.

È partito il consueto coro degli indignati che criticano Tesla e in generale le auto elettriche a causa del costo elevatissimo chiesto per la sostituzione della batteria. 

Non tutti i siti, però, hanno precisato un dettaglio importante: l’auto era fuori garanzia quando Katainen l’ha comperata. È infatti un esemplare del 2013, la cui batteria era garantita per otto anni, come è prassi comune nel mercato delle auto elettriche.

“According to Katainen, his Model S ran “excellent” for the first 932 miles (1,500 kilometers) after he bought it (Gizmodo

“Tuomas Katainen, a 2013 Tesla Model S owner, had a battery pack that was out of warranty fail” (Electrek)

In altre parole: Katainen, come qualunque acquirente di un veicolo usato fuori garanzia, ha deciso di assumersi il rischio di eventuali guasti in cambio di un prezzo di listino molto più basso (circa 35.000 euro rispetto agli oltre 100.000 di un esemplare nuovo), e gli è andata male.

Quando si compra qualunque auto usata e per di più fuori garanzia, può succedere che si guasti e che ripararla sia molto costoso, ed è importante esserne ben consapevoli e accettare il rischio conseguente. Lo dico da persona che ha comprato due auto elettriche usate, di cui una a fine garanzia (una Peugeot iOn del 2011, comprata nel 2018 quando aveva un anno di garanzia residua) e l'altra (una Tesla Model S del 2016, comprata nel 2020) con alcuni anni di garanzia residua.

Il giorno che queste mie auto dovessero avere un guasto non coperto da garanzia, non mi lamenterò e di certo non le farò saltare in aria stizzito: ho accettato il rischio quando le ho comperate.

È inoltre importante ricordare che la batteria di un’auto elettrica è un componente molto costoso in proporzione al resto del veicolo, anche perché nelle auto elettriche ci sono molti meno componenti che in un’auto a carburante, e che normalmente le batterie sono molto longeve e durano ben oltre il periodo di garanzia. 

Inoltre il costo di una sostituzione di un componente non è un problema che riguarda solo le auto elettriche: molti anni fa avevo un monovolume Pontiac Trans Sport, il cui prezzo di listino era oltre 45 milioni di lire. Alcuni anni dopo si è guastato il cambio fuori garanzia: la sostituzione è costata 12 milioni di lire. Ne è valsa la pena, perché l‘auto (acquistata nuova a prezzo stracciato per una particolare condizione fiscale di quell’epoca) è durata altri anni con grande soddisfazione, ma è un esempio di come anche un’auto termica può avere costi di riparazione/ricambio elevati per un singolo componente.

Un altro dettaglio spesso trascurato della notizia è che molti componenti dell’auto, compresa la batteria, sono stati rimossi per rivenderli separatamente e per ridurre la contaminazione dell’ambiente. 

2021/12/24

Tesla, aggiornamento software massiccio per Natale: V11.0

Tesla sta rilasciando progressivamente un aggiornamento software molto esteso, denominato V11.0, che introduce numerose novità interessanti. Come sempre, non tutte le nuove funzioni sono disponibili su tutti i veicoli, a seconda delle dotazioni hardware del singolo esemplare. Per l’occasione, Tesla ha pubblicato un raro aggiornamento del suo blog ufficiale.

Cambia parecchio l’interfaccia utente per tutti i veicoli dotati di processore Atom (quindi MCU2) o superiore: fra le varie novità, viene introdotto il dark mode, ossia la possibilità di scegliere di avere sempre schermate con sfondo scuro, anche di giorno, per ridurre l’abbagliamento in galleria (finora il display adottava sfondi scuri automaticamente solo quando il sole tramontava).

Nel navigatore è ora possibile riordinare i waypoint, ossia le tappe intermedie, che prima dovevano essere selezionate in un ordine preciso e non modificabile.

Si può personalizzare il contenuto della barra menu inferiore per mettere immediatamente a disposizione le funzioni più desiderate:

Se l’auto è dotata di telecamere laterali (lo sono tutte quelle da fine 2016 in poi), quando si aziona la freccia per cambiare corsia o per girare viene mostrata automaticamente sullo schermo la visuale dell’angolo cieco:

Le Tesla dotate di altoparlante esterno possono ora utilizzare i microfoni di bordo per comunicare all’esterno della vettura:

Le telecamere perimetrali sono ora interrogabili in diretta via app anche in buona parte dell’Europa (prima questa funzione esisteva solo negli Stati Uniti). In pratica è possibile vedere sullo smartphone in tempo reale cosa vedono le telecamere dell’auto.

Passando ad aggiornamenti molto frivoli ma sempre divertenti, ora è disponibile il sudoku, si può consultare TikTok e si può anche giocare a Sonic (collegando un normale controller da console di giochi a una delle prese USB dell’auto):

Lo “spettacolo di luci”, ossia una sequenza automatica di accensioni di tutte le luci e di azionamenti di varie parti dell’auto accompagnati dalla musica, è ora disponibile su tutti i modelli: prima era offerto solo sulla Model X. Inoltre è ora programmabile e personalizzabile con questo software, che genera anche scritte (per chi ha i fanali anteriori a matrice) e a quanto pare può essere utilizzato anche su auto di altre marche.

Queste sono solo alcune delle principali novità. I dettagli sono, appunto, nel blog di Tesla.


2021/12/17

Immatricolazioni in Svizzera 2021: 40-45% elettrificato, 12% elettrico puro. Novembre: 51% elettrificato

Ultimo aggiornamento: 2022/01/15.

Nel mercato delle auto nuove in Svizzera si osserva “un aumento della vendita di vetture elettrificate (40-45% del totale, di cui il 75% ibride)”. Fonte: Roberto Bonfanti, presidente Unione Professionale Svizzera dell’Automobile, sezione Ticino, su Cooperazione di dicembre 2021.

Se non ho sbagliato i conti, il 25% di quel 45% ammonta al 12% circa del totale delle vendite di auto nuove. In effetti Tvsvizzera.it indica una percentuale di “oltre il 13%” sulla base dei dati di AutoSuisse.

Una analisi di mercato del Touring Club Svizzero (in tedesco, riassunta in italiano da RSI) indica che il 51% delle nuove immatricolazioni a novembre 2021 è costituito da veicoli elettrici, ibridi o ibridi plug-in

Nel trimestre settembre-novembre 2021, le nuove immatricolazioni erano suddivise come segue:

  • 18,3% elettriche pure
  • 28% ibride plug-in
  • 24% ibride semplici (non plug-in)
  • 47% auto termiche pure

L’analisi di mercato include anche questi due grafici che riassumono rispettivamente le immatricolazioni del trimestre in oggetto e l’andamento dal 2016.