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2023/06/09

(AGG 2023/06/20) Dopo Ford, anche GM adotta il connettore Tesla per le ricariche. Idem Rivian. Lo standard CCS in USA è morto

La General Motors renderà compatibili con la rete di ricarica rapida di Tesla (12.000 colonnine in tutti gli Stati Uniti) i propri veicoli elettrici e diventa la seconda grande casa automobilistica a farlo dopo Ford, che ha annunciato un accordo analogo il mese scorso (The Information).

Tesla aprirà la propria rete a GM nel 2024. Inizialmente i conducenti di auto GM dovranno usare un adattatore per ricaricare alla rete Tesla, ma dal 2025 GM modificherà il proprio connettore in modo che non serva più un adattatore. Il connettore proprietario di Tesla, usato in Nord America sia per la carica lenta sia per la carica rapida, diventa così uno standard de facto e il suo nome informale, North American Charging Standard (NACS), spinto da Tesla a partire dal 2022 rendendo pubbliche e libere le sue specifiche tecniche, assume ora un significato reale.

A questo punto è quasi inevitabile che tutti gli altri costruttori si adegueranno. Inoltre ABB ha annunciato che aggiungerà alle proprie colonnine il connettore Tesla/NACS; lo stesso farà un altro grande operatore di colonnine di ricarica, EverCharge, secondo questo suo annuncio, che ripete le considerazioni pubblicate da Tesla e sostiene che il NACS è superiore in termini di progettazione, non ha parti mobili, è molto più compatto ed è più potente, offrendo carica in corrente alternata e corrente continua e fino a 1 MW di potenza.

Confronto fra connettore CCS (in grigio) e connettore NACS (in nero). Fonte: Tesla.

Il 20 giugno 2023 anche il fabbricante di veicoli elettrici Rivian ha annunciato che adotterà il connettore NACS.

Tutto questo probabilmente causerà la fine, nel continente nordamericano, dello standard CCS, che in teoria sarebbe dovuto essere quello del connettore universale per la ricarica rapida.


2022/09/12

Allarme mediatico per Tesla rubabili da remoto... se il ladro sta a 5 cm dalla “chiave”

The Verge ha pubblicato un articolo nel quale descrive una tecnica di attacco che consentirebbe di aprire e rubare una Tesla in pochi secondi. È una notizia sensazionale, ma leggendo i dettagli della tecnica diventa chiaro che si tratta di una ricerca teorica interessante ma ben poco applicabile nella vita reale.

La tecnica richiede infatti che due ladri lavorino all’unisono usando un’apparecchiatura relativamente sofisticata, e fin qui non c’è nulla di difficile. Ma richiede anche che uno dei due ladri si trovi a meno di cinque centimetri dalla “chiave” del veicolo (che in realtà è una tessera NFC) o dal telefonino del proprietario dell’auto (se il telefonino è dotato di NFC abilitato a comandare l’auto).

L’articolo dice infatti che “attackers can steal a Tesla Model Y as long as they can position themselves within about two inches of the owner’s NFC card or mobile phone with a Tesla virtual key on it”.

Questo è un requisito piuttosto impegnativo e richiede che il ladro sia vicinissimo alla vittima o gli abbia scippato la tessera o il telefonino. Inoltre le Tesla possono essere protette ulteriormente dal furto usando la funzione PIN to Drive, ossia attivando un PIN che è necessario digitare sullo schermo dell’auto per poterla avviare. 

L’articolo nota che altre marche di auto sono vulnerabili allo stesso tipo di attacco ma non sono proteggibili usando un PIN di avvio: “the NFC relay attack is also possible in vehicles made by other manufacturers, but ‘those vehicles have no PIN-to-drive mitigation’”.

Nel caso specifico della mia Tesla, una Model S del 2016, l’attacco fallirebbe miseramente per la semplice ragione che l’auto non è dotata della “tessera” ma usa un keyfob più tradizionale, e il mio telefono non ha l’NFC abilitato all’attivazione dell’auto. La cosa non è casuale. E ovviamente ho abilitato il PIN to Drive.

I proprietari di Tesla più recenti, che hanno la tessera al posto del keyfob, dovrebbero invece fare attenzione a non tenere la loro tessera in posti dove possa essere avvicinata da un ladro. A tutti raccomando l’uso del Pin to Drive.

2022/08/30

Gli specchietti retrovisori riducono l’autonomia del 5% circa, dice Elon Musk

Non è la prima volta che sento citare questa cifra: Elon Musk ha scritto su Twitter che gli specchietti retrovisori laterali causano una riduzione di autonomia di circa il 5% a velocità autostradali (“Side mirrors cause ~5% range reduction at highway speed”). 

Su un veicolo con 400 km di autonomia, questo ammonta a una penalizzazione di 20 km di autonomia. Non tantissimi, ma possono fare la differenza fra il dover fare tappa per una ricarica e andare direttamente a destinazione, oppure fra arrivare serenamente a destinazione e non arrivarci.

2022/08/27

Stazioni di ricarica a energia solare: il Supercharger Tesla di Kettleman City, California

Questo è il Supercharger Tesla di Kettleman City, in California. Risale al 2017. Ha 40 stalli di ricarica situati sotto una tettoia di pannelli fotovoltaici che generano circa 260 kW di potenza. Ha anche cinque Powerpack, o sistemi di accumulo, per un totale di circa 1 MWh. I Powerpack accumulano l’energia solare generata dallla tettoia fotovoltaica quando le colonnine sono poco utilizzate e poi la erogano alle auto.

La potenza dei pannelli non copre il fabbisogno massimo di tutti e 40 gli stalli, ma vi contribuisce.


Fonti aggiuntive: Business Insider; Tesla Motors Club.

2022/06/17

Tesla apre sempre più colonnine rapide alle altre marche

Ultimo aggiornamento: 2022/06/19 23:55.

Le stazioni di ricarica rapida di Tesla (Supercharger) sono normalmente riservate esclusivamente alla ricarica di auto elettriche della stessa marca. La disponibilità di una rete di ricarica dedicata ed esclusiva è uno dei punti di forza del modello commerciale di Tesla rispetto alle auto elettriche della concorrenza e rende rassicurante e semplicissima la ricarica: è sufficiente inserire il cavo di ricarica nella presa per l’auto, senza preoccuparsi di attivare la colonnina usando app, tessere o altro. Carica e relativi addebiti sono gestiti direttamente dal veicolo e dall’app Tesla.

Tuttavia a novembre 2021 Tesla ha iniziato ad abilitare alcune stazioni di ricarica all’uso da parte di veicoli di altre marche. L’utente deve solo installare l’app Tesla sul proprio smartphone e creare un account. 

Le prime stazioni abilitate in questo modo sono state alcune di quelle olandesi. A gennaio 2022 sono state abilitate alcune stazioni in Norvegia e Francia e a febbraio tutti i Supercharger olandesi sono diventati accessibili a veicoli non Tesla. A maggio si sono aggiunti alcuni Supercharger spagnoli e britannici.

Ora l’accessibilità è stata estesa ad alcune stazioni in Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo e Svizzera, segnala Electrek, pubblicando una mappa delle stazioni abilitate. L’apertura è riservata agli utenti residenti in questi paesi.

Questa apertura, se estesa a tutta la rete Tesla, potrebbe eliminare una delle critiche più frequenti che ostacola l’installazione dei Supercharger, ossia il fatto che servono solo le Tesla e quindi favoriscono una specifica azienda, a differenza delle colonnine di altri operatori (per esempio Ionity o Free to X) che sono aperte ad auto di qualunque marca. È abbastanza comprensibile che una pubblica amministrazione o una stazione di servizio carburanti sia riluttante ad ospitare una colonnina di ricarica che può essere usata soltanto da auto di una specifica marca, oltretutto non particolarmente diffusa.

L’apertura completa della rete Tesla aggiungerebbe ben 35.000 colonnine rapide in tutto il mondo e aumenterebbe notevolmente la disponibilità di punti di ricarica per i viaggi lunghi, situati spesso accanto a ristoranti o alberghi, a qualunque automobilista elettrico con auto dotata di presa standard CCS, offrendo molta più certezza di ricarica ai viaggiatori. L’uso a pagamento da parte di utenti di altre marche (a tariffe maggiori rispetto agli utenti Tesla) porterebbe a Tesla maggiori ricavi, investibili in una ulteriore espansione della rete di ricarica.

Per contro, questa apertura potrebbe causare maggiore traffico presso i Supercharger, che finora sono stati riservati agli utenti di questa marca, e in alcune zone del mondo si sono già verificati casi di congestione con lunghe file di attesa. 

C’è anche il problema che molte auto elettriche di altre marche hanno la presa di ricarica in posizione opposta diversa rispetto alle Tesla (che l’hanno a sinistra in coda) e quindi possono finire per occupare due posti di ricarica invece di uno se il cavo della colonnina non è sufficientemente lungo, come mostra questa foto su Watson.ch: l’auto sta occupando lo stallo in cui si trova e non consente l’uso dello stallo alla sua destra da parte di una Tesla o altra auto con presa sulla sinistra (perché quell’auto dovrebbe usare la colonnina situata a sinistra del proprio stallo).

Le informazioni di Tesla sul progetto di apertura dei Supercharger sono pubblicate qui. Per sapere quali colonnine sono abilitate, si può consultare la mappa pubblicata da Electrek oppure la mappa ufficiale Tesla, nella quale i Supercharger aperti ad altre marche sono indicati dalla dicitura "This Supercharger is open to Tesla vehicles and Non-Tesla vehicles with CCS compatibility" quando si clicca sulla loro icona. In alternativa, si può consultare la sezione Carica il veicolo non Tesla del proprio profilo nell’app di Tesla (lo possono fare anche i proprietari di Tesla), zoomare sulla zona geografica che interessa e poi toccare Cerca in questa regione per vedere i Supercharger abilitati. 

In Svizzera, i Supercharger abilitati sono al momento quelli di Steg-Hohtenn, Kriegstetten, Egerkingen, Bulle e Oftringen, stando a quanto indicato nell’elenco completo dei Supercharger elvetici. Le tariffe ammontano a 0,70 CHF/kWh, che scendono a 0,57 se si sottoscrive un abbonamento che costa 13,99 CHF/mese, riferisce Watson.ch.

Qui sotto potete vedere un esempio di carica di una Peugeot elettrica a un Supercharger Tesla nel Regno Unito.

2021/12/30

Problemi al cofano per le Tesla Model S (e per la telecamera posteriore della Model 3): i fatti

Alcuni mezzi d’informazione segnalano un problema al cofano delle Tesla Model S, che “devono tornare in officina per un problema con il cofano anteriore, che potrebbe aprirsi «senza preavviso», ostruendo la visibilità del conducente” (Tio.ch, che cita Reuters).

Secondo Teslarati, che cita una mail ricevuta da un utente Tesla, il richiamo riguarda le Model S dal 2014 al 2021 (circa 119.000 esemplari, stando a Reuters) e la riparazione o modifica verrà effettuata gratuitamente. 

Il richiamo è stato depositato presso il sito dell’NHTSA, l’ente di sicurezza dei trasporti statunitense, scrive Barron’s. Il richiamo è pubblicato qui sul sito dell’NHTSA.

Il testo della mail è riportato in parte su Teslarati e su Reddit:

“Tesla has decided to proactively recall certain model year 2014-2021 Model S vehicles for inspection of the trunk's secondary latch. Our records indicate that your vehicle(s), 5YJSA1E10[omissis], may be affected by this recall.

On these vehicles, the latch assembly may be positioned too far back, preventing the secondary latch from properly engaging the trunk striker. If the trunk is inadvertently released while driving and the secondary latch is not engaged, the frunk may open without warning and obstruct the driver's visibility. If the frunk is inadvertently released, the driver will receive an alert on the user interface. We are not aware of any crashes or injuries relating to this condition.

Please schedule a service appointment using the Tesla app by selecting ‘Service’> ‘Request Service’ > ‘Other’ > ‘Something Else’ and in the ‘Describe Concern’ field, enter “Open Recall Repair – MS Frunk secondary Latch & Striker". At your appointment, Tesla Service will inspect your vehicle and perform any necessary repairs, free of charge.”

Da questa mail sembra di capire che il cofano possa aprirsi senza preavviso solo se viene inavvertitamente aperto il primo fermo di bloccaggio (cosa che non capita facilmente, dato che bisogna dare un comando apposito) e contemporaneamente risulta non impegnato correttamente quello secondario. Il rischio sembra quindi piuttosto contenuto.

Secondo il rapporto citato nel richiamo della Model S da parte dell’NHTSA, il richiamo è nato perché il cofano di una Model S del 2018 si è aperto mentre il veicolo era in modalità Drive. Una squadra di controllo ha verificato che il fermo secondario (secondary latch) era fuori allineamento. Lo stesso rapporto indica che si stima che il difetto sia presente in circa il 14% dei 119.009 veicoli potenzialmente coinvolti.

C’è anche un richiamo riguardante le Model 3 di Tesla, la cui telecamera posteriore può danneggiarsi nei cablaggi aprendo e chiudendo il bagagliaio, come nota Reuters, ma non sembra essere un problema particolarmente critico. Il testo del richiamo è qui sul sito dell’NHTSA.

Ogni proprietario di Tesla può verificare se il proprio veicolo è coinvolto in eventuali richiami digitando il suo codice VIN in questa pagina dell’NHTSA e anche in questa pagina di Tesla (la mia Model S non risulta avere il difetto). 

 

2021/12/31: Un aggiornamento indica che il richiamo riguarda anche circa 200.000 auto (circa 20.000 Model S e 180.000 Model 3) in Cina. Le correzioni sono semplici e poco costose, ma il numero elevato di veicoli comporterà un onere non trascurabile per l’assistenza post-vendita di Tesla.


Fonte aggiuntiva: Gizmodo.


2021/12/27

Finlandese fa esplodere la sua Tesla perché cambiare la batteria costa troppo. Dettaglio importante: comprata con garanzia scaduta

Molti siti e giornali (Punto Informatico, per esempio) stanno riportando la notizia di un finlandese, Tuomas Katainen, che ha fatto saltare in aria la sua Tesla Model S perché gli è stato detto che cambiarne la batteria primaria, risultata difettosa dopo soli 1500 km di utilizzo, gli sarebbe costato oltre 20.000 euro. 

Katainen si è rivolto a degli specialisti che hanno un canale YouTube nel quale mostrano, in condizioni di sicurezza, la distruzione esplosiva di vari oggetti al rallentatore, con un pizzico di umorismo e spettacolo.

È partito il consueto coro degli indignati che criticano Tesla e in generale le auto elettriche a causa del costo elevatissimo chiesto per la sostituzione della batteria. 

Non tutti i siti, però, hanno precisato un dettaglio importante: l’auto era fuori garanzia quando Katainen l’ha comperata. È infatti un esemplare del 2013, la cui batteria era garantita per otto anni, come è prassi comune nel mercato delle auto elettriche.

“According to Katainen, his Model S ran “excellent” for the first 932 miles (1,500 kilometers) after he bought it (Gizmodo

“Tuomas Katainen, a 2013 Tesla Model S owner, had a battery pack that was out of warranty fail” (Electrek)

In altre parole: Katainen, come qualunque acquirente di un veicolo usato fuori garanzia, ha deciso di assumersi il rischio di eventuali guasti in cambio di un prezzo di listino molto più basso (circa 35.000 euro rispetto agli oltre 100.000 di un esemplare nuovo), e gli è andata male.

Quando si compra qualunque auto usata e per di più fuori garanzia, può succedere che si guasti e che ripararla sia molto costoso, ed è importante esserne ben consapevoli e accettare il rischio conseguente. Lo dico da persona che ha comprato due auto elettriche usate, di cui una a fine garanzia (una Peugeot iOn del 2011, comprata nel 2018 quando aveva un anno di garanzia residua) e l'altra (una Tesla Model S del 2016, comprata nel 2020) con alcuni anni di garanzia residua.

Il giorno che queste mie auto dovessero avere un guasto non coperto da garanzia, non mi lamenterò e di certo non le farò saltare in aria stizzito: ho accettato il rischio quando le ho comperate.

È inoltre importante ricordare che la batteria di un’auto elettrica è un componente molto costoso in proporzione al resto del veicolo, anche perché nelle auto elettriche ci sono molti meno componenti che in un’auto a carburante, e che normalmente le batterie sono molto longeve e durano ben oltre il periodo di garanzia. 

Inoltre il costo di una sostituzione di un componente non è un problema che riguarda solo le auto elettriche: molti anni fa avevo un monovolume Pontiac Trans Sport, il cui prezzo di listino era oltre 45 milioni di lire. Alcuni anni dopo si è guastato il cambio fuori garanzia: la sostituzione è costata 12 milioni di lire. Ne è valsa la pena, perché l‘auto (acquistata nuova a prezzo stracciato per una particolare condizione fiscale di quell’epoca) è durata altri anni con grande soddisfazione, ma è un esempio di come anche un’auto termica può avere costi di riparazione/ricambio elevati per un singolo componente.

Un altro dettaglio spesso trascurato della notizia è che molti componenti dell’auto, compresa la batteria, sono stati rimossi per rivenderli separatamente e per ridurre la contaminazione dell’ambiente. 

2021/12/24

Tesla, aggiornamento software massiccio per Natale: V11.0

Tesla sta rilasciando progressivamente un aggiornamento software molto esteso, denominato V11.0, che introduce numerose novità interessanti. Come sempre, non tutte le nuove funzioni sono disponibili su tutti i veicoli, a seconda delle dotazioni hardware del singolo esemplare. Per l’occasione, Tesla ha pubblicato un raro aggiornamento del suo blog ufficiale.

Cambia parecchio l’interfaccia utente per tutti i veicoli dotati di processore Atom (quindi MCU2) o superiore: fra le varie novità, viene introdotto il dark mode, ossia la possibilità di scegliere di avere sempre schermate con sfondo scuro, anche di giorno, per ridurre l’abbagliamento in galleria (finora il display adottava sfondi scuri automaticamente solo quando il sole tramontava).

Nel navigatore è ora possibile riordinare i waypoint, ossia le tappe intermedie, che prima dovevano essere selezionate in un ordine preciso e non modificabile.

Si può personalizzare il contenuto della barra menu inferiore per mettere immediatamente a disposizione le funzioni più desiderate:

Se l’auto è dotata di telecamere laterali (lo sono tutte quelle da fine 2016 in poi), quando si aziona la freccia per cambiare corsia o per girare viene mostrata automaticamente sullo schermo la visuale dell’angolo cieco:

Le Tesla dotate di altoparlante esterno possono ora utilizzare i microfoni di bordo per comunicare all’esterno della vettura:

Le telecamere perimetrali sono ora interrogabili in diretta via app anche in buona parte dell’Europa (prima questa funzione esisteva solo negli Stati Uniti). In pratica è possibile vedere sullo smartphone in tempo reale cosa vedono le telecamere dell’auto.

Passando ad aggiornamenti molto frivoli ma sempre divertenti, ora è disponibile il sudoku, si può consultare TikTok e si può anche giocare a Sonic (collegando un normale controller da console di giochi a una delle prese USB dell’auto):

Lo “spettacolo di luci”, ossia una sequenza automatica di accensioni di tutte le luci e di azionamenti di varie parti dell’auto accompagnati dalla musica, è ora disponibile su tutti i modelli: prima era offerto solo sulla Model X. Inoltre è ora programmabile e personalizzabile con questo software, che genera anche scritte (per chi ha i fanali anteriori a matrice) e a quanto pare può essere utilizzato anche su auto di altre marche.

Queste sono solo alcune delle principali novità. I dettagli sono, appunto, nel blog di Tesla.


2021/11/01

Tesla apre la propria rete di ricarica alle altre marche. Per ora solo in Olanda

Ultimo aggiornamento: 2021/11/03.

Le voci e gli indizi che circolavano da tempo hanno ricevuto conferma formale oggi (1 novembre 2021): Tesla sta iniziando ad aprire la propria rete di ricarica alle auto di altre marche.

Un utente di un’Audi o Renault elettrica, per esempio, può ora scaricare l’app Tesla sul proprio smartphone, associarvi una carta di credito e caricare presso le colonnine Tesla senza ulteriori complicazioni.

Per ora questa possibilità è offerta soltanto ai residenti nei Paesi Bassi e soltanto in 10 stazioni Supercharger in questo paese, nell’ambito di un progetto pilota.

Le stazioni disponibili sono già indicate nella mappa delle stazioni Tesla (Tesla.com/findus). 


L’apertura della rete di ricarica Tesla a tutte le marche potrebbe eliminare alcune delle riluttanze attualmente esistenti verso le installazioni dei Supercharger, per esempio presso le aree di servizio delle autostrade italiane. Finora si poteva obiettare che installare un Supercharger favoriva solo le auto elettriche di Tesla: ora comincia a non essere più così. 

Circolano già i primi video dimostrativi:

Secondo questo video, la tariffa per gli utenti non-Tesla è 0,57 euro/KWh; se si paga un canone mensile a Tesla di 13 euro, la tariffa scende a 0,24 euro/kWh, ossia quello che pagano gli utenti Tesla.

Ci sono anche i primi problemi: gli utenti delle auto non-Tesla che hanno la presa di ricarica situata lungo la fiancata anziché verso il muso o la coda si sono accorti che i cavi di alcuni Supercharger sono troppo corti per raggiungere la loro presa, e quindi si trovano a parcheggiare di traverso, occupando più stalli, per poter caricare.


Questo problema si presenta presso i Supercharger che hanno le colonnine disposte di traverso, mentre quelli che hanno le colonnine disposte di taglio, come divisori dei vari stalli, non comportano alcun ostacolo per chi ha la presa sulla fiancata. Per contro, un’auto che ha la presa sulla fiancata sinistra, come la Audi e-tron qui sotto, usa la colonnina che invece verrebbe usata da una Tesla parcheggiata nello stallo a sinistra. Lo stallo a sinistra è quindi inutilizzabile per una Tesla (ma è accessibile per un’altra Audi).

Nessun problema, insomma, se le auto in ricarica presso questi Supercharger “di taglio” sono tutte Tesla o tutte non-Tesla, ma se si mescolano si perde l’accessibilità di qualche stallo.

L’annuncio ufficiale è qui ed è riportato integralmente qui sotto.

Progetto pilota per stazioni Supercharger per veicoli non Tesla

1 novembre 2021

Oggi presentiamo il nostro progetto pilota per stazioni Supercharger per veicoli non Tesla in 10 località nei Paesi Bassi.

L'accesso a una rete di ricarica rapida vasta, conveniente e affidabile è fondamentale per l'adozione dei veicoli elettrici su larga scala. Ecco perché, sin dall'avvio delle nostre stazioni Supercharger nel 2012, ci siamo impegnati per una rapida espansione della rete. Oggi esistono oltre 25.000 stazioni Supercharger in tutto il mondo.

Con questo progetto pilota, 10 stazioni sono ora accessibili ai conducenti olandesi di veicoli elettrici non Tesla tramite l'app Tesla (versione 4.2.3 o successiva). I conducenti di veicoli Tesla possono continuare a utilizzare queste stazioni come hanno sempre fatto e monitoreremo attentamente ogni sito per rilevare eventuali rallentamenti e raccogliere le singole esperienze dei clienti.

La nostra ambizione è sempre stata quella di aprire la rete Supercharger ai veicoli elettrici non Tesla e, così facendo, incoraggiare sempre più conducenti a passare all'elettrico. Questo contribuisce alla nostra missione che consiste nell'accelerare la transizione globale verso l'energia sostenibile.

Più sono i clienti che utilizzano la rete Supercharger, più rapida sarà l''espansione. Il nostro obiettivo è imparare e replicare rapidamente, continuando al contempo ad espandere in modo deciso la rete, allo scopo di poter finalmente accogliere sia i conducenti di veicoli Tesla che non Tesla in ogni stazione Supercharger del mondo.

Domande frequenti



Generali

Quali siti Supercharger sono disponibili ai proprietari di veicoli non Tesla?
I proprietari di veicoli non Tesla residenti nei Paesi Bassi possono attualmente effettuare le ricariche presso 10 stazioni Supercharger in tutto il paese:

Posso effettuare una ricarica presso una stazione Supercharger se sto visitando i Paesi Bassi?
Il progetto pilota per le stazioni Supercharger per veicoli non Tesla è attualmente limitato ai conducenti di veicoli elettrici che vivono nei Paesi Bassi. A breve ci espanderemo in altri mercati. I conducenti di veicoli Tesla di qualsiasi paese possono effettuare le ricariche normalmente.

Saranno aperti altri siti ai veicoli non Tesla?
Stiamo iniziando con un numero selezionato di siti in modo da poter esaminare le esperienze, monitorare eventuali rallentamenti e valutare i feedback prima di procedere con l'espansione. I siti futuri saranno aperti ai veicoli non Tesla solo se vi sarà sufficiente capacità.

I conducenti di veicoli Tesla possono comunque accedere a questi siti?
Sì. Per i conducenti di veicoli Tesla l'esperienza presso le stazioni Supercharger non cambierà.

Sono un conducente di un veicolo Tesla, quali ulteriori vantaggi ottengo rispetto ad altri veicoli elettrici?
In qualità di conducente di un veicolo Tesla, puoi trarre vantaggio dalla perfetta integrazione tra la stazione di ricarica e il veicolo, la pianificazione del percorso ottimizzata e il precondizionamento della batteria. Con la tua Tesla, avrai anche accesso ai prezzi Supercharger più bassi.

App Tesla

Come posso effettuare le ricariche se non guido un veicolo Tesla?

Come faccio a sapere quale colonnina Supercharger selezionare nell'app Tesla?
Ogni colonnina Supercharger ha un'etichetta con un identificatore univoco alla base. Se prendi il cavo dalla colonnina 4A, seleziona semplicemente la colonnina 4A nell'app Tesla per iniziare la ricarica. Tieni presente che se non effettui il collegamento entro due minuti dalla selezione di una colonnina, la sessione scadrà e dovrai ricominciare da capo.

I conducenti di veicoli Tesla vedranno nell'app la funzione Supercharger per veicoli non Tesla, in modo che possano ricaricare altri veicoli elettrici e accedere ai propri prodotti Tesla da un unico account?
Sì. Tutti i prodotti e servizi Tesla sono accessibili tramite l'app Tesla. I proprietari di veicoli Tesla possono utilizzare il proprio account per ricaricare i veicoli non Tesla.

Posso vedere la disponibilità del sito e le informazioni sui servizi nell'app?
Sì. Puoi visualizzare le informazioni sulla disponibilità del sito Supercharger nell'app Tesla.

Il prezzo

I prezzi delle stazioni Supercharger cambieranno per i conducenti di veicoli Tesla?
I conducenti di veicoli Tesla possono continuare a ricaricare allo stesso prezzo.

Quanto costa la ricarica per i veicoli non Tesla?
I prezzi per i conducenti non Tesla includono i costi aggiuntivi sostenuti per supportare la ricarica di un'ampia gamma di veicoli e le modifiche apportate ai nostri siti per ospitare questi veicoli. Le tariffe variano in base al sito e puoi visualizzare i prezzi di ricarica nell'app Tesla. Il prezzo per kWh per la ricarica può essere ridotto con un apposito abbonamento per le ricariche.

Vengono applicate le tariffe di occupazione peri veicoli non Tesla?
Sì. La stessa logica e la stessa struttura tariffaria si applicano sia ai veicoli elettrici Tesla che a quelli non Tesla per garantire che le postazioni di ricarica siano aperte a tutti. Per saperne di più sulla tariffa di occupazione.

Sul posto

Il cavo Supercharger può raggiungere tutti i veicoli elettrici?
Alcune configurazioni del sito Supercharger potrebbero non essere adatte per alcune auto. Si prega di non ostacolare altre auto parcheggiando sopra le linee se il cavo non è in grado di raggiungere comodamente il veicolo.

Le colonnine Supercharger supportano tutti i tipi di connettori?
Questo progetto pilota è accessibile solo ai veicoli abilitati a CCS. Se una colonnina Supercharger ha due cavi, le auto non Tesla possono effettuare la ricarica solo con il connettore CCS. Se il connettore non è adatto alla tua auto, segnalalo all'Assistenza clienti Tesla.

2021/09/22

Le Tesla Model 3 e Y in Autopilot aggiornate rallentano automaticamente quando riconoscono luci di veicoli d’emergenza

A partire dalla versione 2021.24.12 del software di gestione delle Tesla Model 3 e Model Y, quando questi veicoli sono in modalità di guida assistita (il cosiddetto Autopilot) di notte, se l’auto riconosce le luci di un veicolo di soccorso, rallenta automaticamente e visualizza un messaggio. 

Questo potrebbe aumentare la sicurezza e salvare vite in caso di conducenti colti da colpi di sonno o da malori o in condizioni di visibilità ridotta. Per esempio, una Tesla il cui conducente è incosciente per qualunque motivo potrà essere rallentata e poi fermata da un veicolo di soccorso che la superi e vi si metta davanti, rallentando progressivamente. L’aggiornamento potrebbe inoltre contenere il problema, ben documentato, delle collisioni delle Tesla con i veicoli di soccorso fermi sul ciglio delle strade, che finora non sono stati riconosciuti dal software (anche perché spetta al conducente riconoscerli).

Secondo quanto riportato da Teslarati, il manuale di questa versione dice specificamente:

“If Model3/ModelY detects lights from an emergency vehicle when using Autosteer at night on a high speed road, the driving speed is automatically reduced and the touchscreen displays a message informing you of the slowdown. You will also hear a chime and see a reminder to keep your hands on the steering wheel. When the light detections pass by or cease to appear, Autopilot resumes your cruising speed. Alternatively, you may tap the accelerator to resume your cruising speed.” 

Il manuale aggiunge inoltre:

“Never depend on Autopilot features to determine the presence of emergency vehicles. Model3/ModelY may not detect lights from emergency vehicles in all situations. Keep your eyes on your driving path and always be prepared to take immediate action.”

In sintesi, sel’auto rileva le luci di un veicolo di soccorso mentre è in guida assistita di notte su una strada a scorrimento veloce, ridurrà la propria velocità, mostrerà un avviso sullo schermo ed emetterà un avviso acustico accompagnato dalla richiesta di tenere le mani sul volante. Al termine del rilevamento l’auto riprenderà la propria velocità normale. Il manuale ricorda che non bisogna mai affidarsi all’Autopilot per riconoscere la presenza di veicoli di soccorso e che bisogna essere sempre pronti a intervenire prontamente.

Ecco un esempio concreto:

2021/09/19

Tesla termina il programma di referral

Oggi è arrivata la notizia che il programma di referral di Tesla, che premia un utente quando qualcuno compra un’auto usando il codice di referral dell’utente, è stato concluso.

Nel corso del tempo le ricompense sono variate notevolmente: in passato chi accumulava tanti usi di referral poteva ricevere gratis un’auto. Negli ultimi tempi ogni referral forniva 1500 km di ricarica gratuita presso i Supercharger Tesla sia a chi usava un codice di referral durante l’acquisto di un’auto Tesla, sia a chi era titolare di quel codice.

Grazie a questo sistema, per esempio, ho accumulato circa 11.500 km di ricarica gratuita. Ma questo sistema cessa da oggi. Non si sa se verrà sostituito da un altro; il sistema analogo offerto per altri prodotti (come Tesla Roof) resta attivo. 

La pagina informativa apposita di Tesla dice (fra le altre cose) “A partire dal 18 settembre 2021, fino a nuovo avviso, non offriremo premi Referral nella tua aera [sic] geografica. A partire dal 18 settembre 2021, i veicoli non sono più idonei per i premi referral. Tutti gli ordini di referral devono essere stati effettuati tramite un relativo link attivo, poiché non è possibile aggiungere un referral in seguito all'ordine. 

Per poter usufruire dei vantaggi derivanti dai referral precedenti, tutti gli ordini di referral di Model S, Model X e Model 3 devono essere stati effettuati tra il 1 ° ottobre 2019 e il 17 settembre 2021. Gli ordini di Model Y devono essere stati effettuati tra il 9 giugno 2020 e il 17 settembre 2021. Non erano ammessi ordini di Cybertruck e di veicoli Tesla usati.

I chilometri di ricariche Supercharger ricevuti come premio referral possono essere utilizzati da tutti i veicoli appartenenti a uno stesso account e scadono dopo 6 mesi dall'aggiunta di chilometri. Se tutti i chilometri disponibili per un account vengono utilizzati prima della data di scadenza, la data di scadenza per il referral successivo viene reimpostata a 6 mesi.”

Maggiori informazioni sono su Electrek.

2021/09/15

Restyling per l’app Tesla, con qualche errorino di traduzione (aggiornamento: errore sistemato)

Ultimo aggiornamento: 2021/11/10.

È disponibile una versione aggiornata dell’app di gestione delle auto e degli impianti fotovoltaici a batteria di Tesla, che offre un restyling esteso (immagine qui accanto).

Purtroppo la versione italiana dell’app ha una perla di traduzione: la dicitura Last seen è tradotta come Ultima vista, ma sarebbe più corretto tradurla come Vista più recente.

Per segnalare un bug di traduzione a Tesla bisogna avere un account Tesla come utenti (l’indirizzo di mail CustomerSupport@tesla.com non è più in uso) e andare alla pagina www.tesla.com/it_CH/contactus (o equivalente del proprio paese).

In questo caso ho scelto Caratteristiche del veicolo e dell’app e poi App Tesla. Poi ho scelto Hai ancora bisogno di aiuto? e ho inviato il suggerimento di correzione dell’app.

Vediamo che succede.

 

2021/09/22. Sono stato contattato via mail da Tesla con una richiesta di informazioni, alla quale ho subito risposto. 

2021/11/10. Mi sono accorto ora che l’app adesso dice Ultimo collegamento al posto di Ultima vista. Ottima scelta.

2021/09/13

Nuovo aggiornamento per TESS: 2021.24.4 e 5

TESS, la mia Tesla Model S del 2016, ha ricevuto un altro piccolo aggiornamento software e ora può restare connessa a un hotspot Wi-Fi anche mentre è in marcia.

Altri modelli più recenti hanno ricevuto molte più funzioni nuove:

  • la possibilità di vedere video di Disney+ durante le soste;
  • una modalità apposita per gli impianti di autolavaggio con convogliatore (il car wash mode) che disabilita gli automatismi dei tergicristalli e interviene su altre funzioni dell’auto per evitare errori o allarmi non pertinenti;
  • l’opzione di attivare manualmente l’oscuramento automatico degli specchietti;
  • una gestione migliorata della dashcam integrata, che salva automaticamente gli spezzoni di video in caso di evento rilevato dai sensori (un incidente o un‘attivazione degli airbag);
  • la possibilità di commutare rapidamente fra l’indicazione della percentuale di carica della batteria e l’indicazione dell’autonomia stimata semplicemente toccando lo schermo;
  • l’aggiunta di lingue come ungherese, rumeno e russo per l’interfaccia utente;
  • una nuova funzione di parcheggio “automatico”;
  • alcuni miglioramenti nelle funzioni del navigatore.

Tutti i dettagli sono descritti presso Notateslaapp. La versione 2021.24.5, arrivata ieri, sembra essere semplicemente un ritocco dell’aggiornamento precedente.

Nel mio caso, la possibilità di restare connessa a un hotspot Wi-Fi è di importanza marginale, dato che la mia auto include l’uso illimitato della rete cellulare, dati inclusi, anche in roaming, a vita (la cosiddetta Premium Connectivity), ma altri utenti (le cui auto hanno il roaming dati soltanto per la telemetria verso Tesla) la troveranno molto utile, visto che consentirà loro di usare il proprio contratto telefonico per mantenere la propria auto costantemente connessa e quindi fruire di Spotify, YouTube, browser web e altri servizi online tramite il proprio hotspot.

2020/10/06

Tesla ha attivato l’autenticazione a più fattori per proteggere meglio gli account dei proprietari

Stando alle segnalazioni, da poche ore è attiva finalmente l’autenticazione a più fattori per gli account dei proprietari di auto o altri prodotti Tesla. Questo aiuta molto a rendere più sicuri questi account, proteggendoli contro il furto di password.

Se siete utenti Tesla, per attivare l’autenticazione a più fattori potete consultare le apposite istruzioni pubblicate da Tesla e potete guardare questo video (in inglese). In sintesi, procedete come segue.

 

1. Installate un’app di autenticazione

Prima di tutto, dovete installare un’app di autenticazione sul vostro smartphone o tablet. Google Authenticator va benissimo, ed è quella che userò per semplicità in questa descrizione.

Poi assicuratevi di avere a disposizione:

a) qualche minuto di calma e concentrazione 

b) il vostro smartphone, connesso a Internet

c) un computer (o un tablet), connesso a Internet 

 

2. Accedete al vostro account Tesla

Poi entrate nel vostro account Tesla nella maniera consueta, andando sul sito di Tesla (non nella app), cliccando su Account Tesla e immettendo il vostro indirizzo di mail e la vostra password. Per semplicità presumerò che lo facciate usando un computer. 

Dopo che avete cliccato su Login, sul vostro computer compare la schermata del vostro veicolo: cliccate su Account.

Questo vi porta a questa schermata:


Qui cliccate su Autenticazione a più fattori e poi su Gestisci. Sul vostro computer compare questa schermata:

Cliccate su Successivo: vi viene chiesto di nuovo di immettere indirizzo di mail e password e di cliccare di nuovo su Login. Stavolta sullo schermo del computer compare un codice QR, che dovete inquadrare con la fotocamera del vostro smartphone usando l’app di autenticazione (Google Authenticator).

A questo punto nell’app di autenticazione sullo smartphone compare una voce in più, identificata dal nome Tesla, insieme a una sequenza di sei cifre che cambiano periodicamente ogni minuto circa. Questa sequenza di cifre è la vostra seconda password, che è temporanea.

Cliccate su Successivo e immettete rapidamente la sequenza di cifre mostrata sul vostro smartphone in quel momento.

 

3. Fatto!

Da questo punto in poi, per entrare nel vostro account Tesla non basta più conoscerne o indovinarne la password: è necessario digitare anche questa sequenza di cifre continuamente variabili, che è presente soltanto sullo schermo del vostro telefonino.

Anche l’app Tesla sul vostro smartphone chiederà questa sequenza di cifre oltre alla password se fate logout dall’app e poi tentate di rientrare. 

Un aspirante intruso dovrà quindi avere accesso non solo alla vostra password ma anche al vostro smartphone. È per questo che si chiama autenticazione a più fattori: mentre prima a un intruso bastava un solo fattore (la vostra password), ora ne servono due (la vostra password e il vostro telefonino). Questo rende estremamente difficile il furto a distanza degli account Tesla.

 

4. Codici di recupero

L’attivazione dell’autenticazione genera anche dei codici di recupero, che potete usare in emergenza qualora non fosse disponibile il telefonino sul quale avete installato l’app di autenticazione. Questi codici vanno custoditi in modo sicuro, separatamente dal telefonino sul quale avete l’app di autenticazione.

Se avete eseguito correttamente tutta la procedura, ricevete una mail di conferma da Tesla, che dice che “L'autenticazione a più fattori è stata attivata. Dovrai inserire una password dall'app di autenticazione ogni volta che accedi”.

 

5. Dispositivi multipli

Potete abilitare l’app di autenticazione su un massimo di due dispositivi (smartphone o tablet). In questo caso, quando tentate il login nel sito o nell’app Tesla vi viene chiesto quale dispositivo volete usare come fonte della sequenza di cifre.

Sul sito.

Nell’app.

 

Nella configurazione dell’autenticazione a più fattori potete assegnare un nome a ciascuno dei due dispositivi per distinguerli più agevolmente.

2019/12/20

Gli aggiornamenti OTA di Tesla nel 2019

Le Tesla si distinguono dalle altre automobili elettriche per la loro aggiornabilità a livello software. Gli aggiornamenti avvengono OTA (Over the Air), ossia senza andare in officina ma semplicemente connettendo l’auto a una rete Wi-Fi che dia accesso a Internet. Gli aggiornamenti vengono scaricati dal sito di Tesla e poi installati quando lo consente e desidera il proprietario dell’auto.

È disponibile su Reddit un elenco dettagliato e aggiornato di tutte le funzioni aggiunte o aggiornate nel corso del 2019 e degli anni precedenti:


2019/06/19

La gioia e il piacere delle auto elettriche: sintesi in un tweet



Un genitore fa ridere di gioia il figlio neonato accelerando ripetutamente di colpo con la sua Tesla. Ê il riassunto perfetto di tutto quello che c’è di divertente ed entusiasmante nella propulsione elettrica.

2019/06/02

Auto in fiamme ad Anversa (Belgio). Questa era elettrica

Una Tesla Model S ha preso fuoco mentre era sotto carica a un Supercharger ad Anversa, in Belgio. Non sono note le cause dell’incendio, che è stato spento dai vigili del fuoco: secondo chi ha seguito i notiziari locali, i proprietari avevano sentito un odore di bruciato prima di partire. Successivamente l’auto è stata calata in un contenitore riempito d’acqua per prevenire eventuali riaccensioni.

(Electrek/HLN)




2019/04/22

Provvedimento restrittivo contro persona che pianificava sabotaggi ai test di guida Tesla