Ding-dong. Suona il campanello. Due persone mi avvisano che nel garage
condominiale c'è l'odore tipico di una batteria che si sta surriscaldando.
Corro fuori in ciabatte prendendo di corsa le chiavi di Elsa e Tess (le mie
due auto elettriche). Il garage comune è molto ampio (ospita una trentina di
auto) e non ha divisori: è uno spazio coperto ma aperto. Appena mi avvicino ai
miei posti auto sento il forte odore solforoso tipico di una batteria in
sovraccarico.
Stacco immediatamente dalla mia presa elettrica le due auto e i loro
caricatori. Tess era collegata ma non era sotto carica (l’avevo caricata ieri
sera); Elsa non era nemmeno collegata. Le accendo e vedo che sui cruscotti non
c'è nessun allarme. Ma l'odore è più intenso proprio nella mia zona del
garage.
Le persone che mi hanno avvisato hanno pensato subito che l'odore venisse da
Elsa o Tess perché sono le uniche auto elettriche del condominio, ma una volta
passato lo spavento iniziale, visto che nessuna delle due auto sta emanando
fumo o dando altri segnali di pericolo, comincio a ragionare. Aspetta, questo
è odore da batteria al piombo, non da batteria al litio. Quindi la fonte dell’odore potrebbe essere una qualunque della auto tradizionali presenti nel garage.
Ma anche le auto elettriche hanno una batteria a 12V (serve per gestire i
sistemi vitali e avviare la centralina che poi gestisce la batteria di
trazione), per cui controllo le batterie 12V di Elsa e Tess. Tutto a posto.
Intanto le persone che mi hanno allertato stanno annusando in giro per trovare
la fonte dell'odore.
Notano che una delle auto a pistoni in fianco alle mie ha il cofano caldo, quindi è
stata usata poco fa. Dalla griglia di ventilazione del suo cofano esce un
odore fortissimo di zolfo.
Preoccupati all'idea che quest’auto prenda fuoco e l'incendio si propaghi mano
mano alle altre automobili (le prime sarebbero le mie), sposto Elsa, la più
vicina, intanto che i condomini cercano di contattare il proprietario
dell'auto sospetta.
Il proprietario non arriva, per cui le persone decidono di aprire il cofano (è
un'auto d'epoca, ha le levette di sgancio laterali esterne). Vediamo tutti la
batteria a 12 V che fuma e sibila. OK, e adesso?
Questa è la batteria. Si nota il bagnato della condensazione dei vapori alle
estremità.
Le persone (una è un esperto d'automobili per motivi professionali) staccano un contatto della
batteria. Arriva il proprietario, e l'auto viene spinta a mano verso
l'autolavaggio condominiale (sì, abbiamo un autolavaggio, rustico ma
efficace), così abbiamo un modo per estinguere eventuali fiammate. Ci sono anche gli estintori, ma una bella innaffiata d’acqua sembra più efficace.
Poi, con calma, la batteria viene smontata e raffreddata in acqua.
Problema risolto e panico passato.
Da questa storia traggo una lezione o
due (o tre):
- Primo, quando sei il primo a introdurre una tecnologia nuova, metti in
conto che qualunque anomalia nelle vicinanze sarà automaticamente
ritenuta colpa tua, anche da te :-) Notate che le persone sono venute subito a suonare il mio campanello,
perché le uniche auto elettriche qui sono le mie, e io mi sono preoccupato subito che Elsa o Tess potessero essersi incendiate perché so che le auto elettriche possono, raramente, incendiarsi. Reazione comprensibile
e istintiva.
- Secondo, tendiamo a sottovalutare o ignorare i pericoli delle tecnologie
alle quali siamo abituati e a ingigantire quelli delle tecnologie che
non conosciamo. Il garage condominiale è pieno di auto contenenti carburante altamente
infiammabile? Nessun problema! È normale! Non si inquieta nessuno. Ma
quelle elettriche, mah... :-)
- Terzo, se state pensando di comprare un'auto elettrica, pianificate bene
la comunicazione con i vostri vicini e/o condomini. Tenete conto delle
loro naturali diffidenze e siate pronti a informare e spiegare.
Coinvolgeteli il più possibile.
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e razionalmente so che la copertura assicurativa avrebbe gestito il possibile danno economico, ma comunque mi sono visto passare davanti tutta la vita e tutte le rate del leasing.