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2022/10/02

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Bologna-Lugano per Tesla Revolution 2022 (610 km, spesa di ricarica zero)

Sono andato con la Dama del Maniero e con Tess (la nostra Model S) al raduno degli owner Tesla tenutosi al FICO. Questi sono solo alcuni rapidi appunti di viaggio.

 

2022/09/16. Partenza dal Maniero (Lugano) alle 14:14 con il 100%. Velocità massima 120 km/h con occasionali 125 km/h. Molto traffico. Non potremmo andare più veloci nemmeno se volessimo.

Pausa toilette alle 16.05 dopo 1h52m e 135 km percorsi, senza caricare Tess. Ripartenza alle 16:21.

Arrivo alle 17.57 dopo 300.6 km e 52,5 kWh consumati (175 Wh/km), con il 13% residuo.

Poco prima di cenare, inizio la carica al Destination Charger del The Sydney Hotel, dove alloggeremo per la notte, ma quando Tess raggiunge il 20% di carica l’auto mi allerta tramite l’app sul telefono che il Destination Charger risulta guasto. Provo a usare gli altri due Destination Charger e anche il pulsante di reset di uno di essi, ma niente da fare.

Il pulsante di reset si trova sul fianco sinistro dei Destination Charger.

Soluzione: uso il caricatore portatile (che ho portato con me, come sempre) attaccandomi alla presa industriale blu che alimenta i Destination Charger. Regola 1: sempre avere un Piano B. Regola 2: è più efficace chiedere perdono che permesso.

È un accrocchio, certo, ma funziona. I sedili posteriori sono bianchi solo nella foto (sono beige come quelli anteriori).

Funziona: Tess si carica a 3 kW, ma è meglio di niente. Avviso l’albergo del problema sui Destination Charger, ma alla reception non sanno come risolverlo. Avviso che comunque sto caricando sulla loro presa: nessun problema. Tess starà sotto carica per circa 13 ore.

 

2022/09/17. Alle 8:30 circa stacchiamo Tess dalla presa e andiamo al FICO (7 km) consumando 1,5 kWh. Restiamo lì fino alle 18:34. Abbiamo il 73%. Al FICO ci sono alcune colonnine, ma sono prevedibilmente molto contese, per cui non proviamo neanche a cercare di usarle.

Alcune delle numerosissime Tesla parcheggiate al FICO.

Finito l’evento, partiamo e ci fermiamo al Supercharger di Modena in tempo per cena, alle 19:08 (43,7 km, 34 min, 203 Wh/km). Dalla fine della ricarica abbiamo fatto 50,6 km e consumato 10,4 kWh, 205 Wh/km. Mettiamo Tess sotto carica (gratuita, grazie ai referral). Il tempo di una buona cena leggera (una sola portata e un caffé al ristorante che si trova strategicamente accanto al Supercharger) e alle 20:17 abbiamo caricato 25 kWh (consumando 101 punti di referral) e siamo al 97%.

Ripartiamo e andiamo dritti verso casa, andando a 120-110 km/h perché Tess dice che in questo modo eviteremo di fare tappa per ricaricare a Melide. È corretto: arriviamo al Maniero con l’8% di carica residua, alle 23:04, dopo aver fatto 266,3 km, consumando 53,2 kWh (200 Wh/km). La differenza di consumi fra andata e ritorno è davvero notevole: 175 Wh/km contro 200.

2022/08/27

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Spotorno-Lugano (610 km, costo di ricarica zero)

Nota: questo posto è solo una serie di semplici appunti di viaggio, che userò come mio promemoria per la prossima volta che faccio questa tratta (mi capita abbastanza spesso). Non contiene dettagli tecnici significativi, per cui se siete capitati qui per caso potete anche non perdere tempo a leggerlo.

2022/08/24 23:20. Domani la Dama del Maniero ed io partiremo per Spotorno per partecipare al festival di scienza e fantascienza Scienza Fantastica. Tess, come al solito, è già carica all’80%, sempre pronta a partire, ma per questo viaggio ci serve un “pieno” completo. La comodità di “fare benzina” semplicemente dando un comando nell’app sullo smartphone, senza dover andare al distributore, è impagabile: l’auto è infatti sempre collegata alla presa in garage e quindi mi basta usare l’app per avviare la carica. Lo faccio dopo le 22 per avere la tariffa elettrica più bassa. Una quarantina di minuti più tardi l’auto è carica al 93%. Il 7% restante lo aggiungerò appena prima di partire, in modo da non lasciare la batteria a lungo carica oltre l’80% (cosa che non le fa bene e potrebbe ridurne la vita utile). 

Su raccomandazione della Dama, che è la navigatrice di Tess, percorreremo la A26, invece della A7 che è più diretta; questo allunga il percorso ma ci permette di evitare il traffico della tangenziale di Milano e degli svincoli intorno a Genova e ci offre una guida più rilassata, visto che la A26 è molto meno trafficata. Il navigatore di bordo ci propone la A7 con molta insistenza, ma per forzargli il passaggio sulla A26 si può dirgli che si farà tappa a un autogrill lungo questa autostrada.

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2022/08/25 14.30. Con il 100% di carica, partiamo in ritardo dal Maniero (colpa mia, dovevo finire il montaggio del podcast di questa settimana) e quindi andiamo spediti per recuperare un po’ di tempo (restiamo nei limiti di legge, ma li raggiungiamo e manteniamo con... sollecitudine). Viene annullato il piano iniziale di fermarsi a visitare le colonnine rapide autostradali (alcune delle pochissime attualmente installate in Italia) sulla A26, all’autogrill di Monferrato, e con questo stile di guida consumiamo parecchio, per cui facciamo tappa al Supercharger di Varazze, dove arriviamo alle 17.08 dopo 2h38m e 273 km (193 Wh/km; 52,6 kWh consumati). Carica residua: 11%. Il navigatore ha sbagliato e ci ha fatto fare una strada lentissima (il lungomare) per raggiungere il Supercharger: in realtà bisogna uscire dall’autostrada a Celle Ligure, non dove dice il navigatore. L’uscita di Celle è molto più vicina al Supercharger.

17.08. Carichiamo a circa 90 kW per una ventina di minuti (più rapidamente del solito), fino alle 17:27, intanto che ripasso e sistemo la presentazione per stasera. La durata della sosta è determinata dal tempo che ci metto a preparare la presentazione, non dalle necessità di ricarica. Costo: zero, visto che usiamo i km gratis dei referral; portiamo così Tess al 46%, più che abbastanza per arrivare a Spotorno e poi tornare a questo Supercharger l’indomani. Ci sono 31°C all’aperto. Per fortuna il Supercharger a quest’ora è all’ombra.

18.05. Arriviamo a Spotorno dopo altri 30 km, consumando 5,2 kWh. Il viaggio di andata ha consumato in tutto 57,8 kWh per 303 km.

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2022/08/26 14:17. Ripartiamo da Spotorno e andiamo a Varazze a caricare (29 km, 5,8 kWh). Arriviamo con il 28% di carica.

14:44. Ci guardiamo una puntata di She-Hulk sul laptop e rispondiamo a una telefonata (lunga e complicata, impossibile da gestire durante la guida) intanto che carichiamo. Un’oretta più tardi, alle 15:48, abbiamo aggiunto 41 kWh e abbiamo abbastanza carica per il viaggio di ritorno, stando al navigatore di bordo (91%).

Percorriamo di nuovo la A26, e stavolta ci fermiamo alle colonnine non-Tesla dell’autogrill di Monferrato. Abbiamo tempo, ma la vista di un utente Tesla francese che sta accanto a una delle colonnine, con la tessera Nextcharge in mano e il telefonino nell’altra come se stesse chiedendo l’aiuto dell’assistenza clienti, mi fa passare la voglia di provarci. Sarà per un’altra volta. Tribolazioni come questa ci ricordano quanto siamo privilegiati a poter usare una rete di ricarica come quella di Tesla, dove è sufficiente collegare il connettore, senza smanettare con app, tessere e quant’altro. Questa rete è uno dei valori aggiunti più importanti della nostra scelta di una Tesla come auto elettrica.

Il viaggio di ritorno procede spedito, stando sempre al limite della velocità consentita. Nel tratto finale riduciamo leggermente la velocità massima (a 120 km/h) per evitare di fare una sosta di 10 minuti a un Supercharger lungo il percorso: preferiamo andare un pochino più piano che interrompere il viaggio. Il navigatore prevede con molta precisione i consumi e la carica residua all’arrivo.

18:51. Arriviamo al Maniero alle 18:51 dopo altri 278 km e 52,3 kWh (188 Wh/km), con il 4% residuo di carica. Collego Tess alla presa e programmo una breve ricarica per le 22 (quando scatta la tariffa elettrica notturna ridotta); il resto lo rabboccherò gratuitamente al Supercharger di Grancia, qui vicino, l’indomani mattina. Il viaggio di ritorno complessivo ha consumato 58,1 kWh per 307 km. Costo di energia: zero. A Tess restano ancora 10.512 km gratuiti di referral, che scadono il 28 marzo 2024.

2022/07/16

Ai piedi dell’Everest (5200 m di quota) in auto elettrica, dove le auto termiche annaspano

Uno dei vantaggi tecnici spesso dimenticati dei veicoli elettrici rispetto a quelli a carburante è che non perdono potenza in quota, visto che non dipendono dall’ossigeno atmosferico. In un motore a scoppio, la combustione è alimentata dall’ossigeno presente nell’aria, ma in quota l’aria è più rarefatta e quindi il motore fatica ad aspirare ossigeno sufficiente. Il fenomeno è particolarmente marcato nei modelli con turbocompressore.

Con le auto elettriche questo problema non si pone, e così un automobilista cinese, Trensen Chongqing, ha provato ad andare fino a 5200 metri di quota, ai piedi dell’Everest, con una Tesla di serie. La parte più impegnativa è stata la condizione proibitiva di alcune delle strade e la difficoltà nel reperire alloggio (Chongquing ha dormito in auto, riscaldato dalla batteria del veicolo); sorprendentemente la ricarica è stata il minore dei problemi, grazie alla rete di colonnine, l’ultima delle quali si trova al Roof of the World Grand Hotel di Tingri, a circa 190 km dalla destinazione.

Lasciando da parte questi viaggi insoliti, la trazione elettrica può essere quindi vantaggiosa per chi vive e si sposta in alta montagna.

2022/05/30

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Padova-Trento-Lugano (828 km, 38 euro)

30 maggio 2022. Nei prossimi giorni la Dama del Maniero ed io dobbiamo andare a Padova per qualche giorno (per il CicapFest) e poi a Trento per lavoro (una serie di corsi informatici). In tutto faremo circa 800 chilometri. Ecco il nostro piano di viaggio elettrico.

Partiremo dal Maniero con il 100% di carica, fatta a casa usando l’app Tesla per gestirla nelle ore a tariffa elettrica ridotta. Memori del viaggio precedente a Padova, dove avremmo potuto arrivare anche senza fare una (pur breve) tappa di ricarica ma abbiamo preferito non rischiare, proveremo ad andare leggermente più piano (120 km/h) per vedere se riusciamo ad arrivare all’hotel (che ha un Destination Charger) senza fermarci a caricare. Andando più piano ci metteremo un po’ di più, ma probabilmente la differenza di tempo è minore del tempo necessario per uscire dall’autostrada, raggiungere il Supercharger di Vicenza e rientrare in autostrada. Dal Maniero all’albergo a Padova ci sono 310 km e Tess ha un’autonomia di circa 330 a velocità autostradali: ma sapendo di trovare con certezza la colonnina a destinazione, questo margine stretto non è un problema, e comunque durante il viaggio Tess ci avviserà sull’andamento dei consumi e ci dirà se dobbiamo fare tappa a caricare oppure no.

A Padova caricheremo Tess lentamente (a 10 kW) durante la notte fino al 100% e poi andremo a Trento senza tappe di ricarica passando per la A22 (182 km). La A22 è 60 km più lunga rispetto alla A31 e alla strada provinciale, ma è più scorrevole, perlomeno secondo i calcoli di Google Maps, tanto che i tempi di percorrenza sono praticamente uguali. Arriveremo a Trento con ampia riserva di autonomia.

L’albergo a Trento non ha colonnine (non lo abbiamo scelto noi), per cui abbiamo tre possibilità:

  • trovare un punto di ricarica nelle immediate vicinanze (ce ne sono parecchi da 10 kW, sia vicino all’albergo sia vicino al luogo dove devo lavorare) e lasciare lì Tess per qualche ora, pagando;
  • andare appositamente al Supercharger Tesla di Trento, che sta a 7 km dal nostro albergo, in via Innsbruck (gratuito per noi, però è una deviazione aggiuntiva);
  • ripartire da Trento senza caricare (tanto abbiamo parecchia autonomia residua) e fermarci lungo la strada del ritorno al Supercharger di Affi (73 km), che per Tess è gratuito, e pranzare durante l’oretta scarsa di ricarica sufficiente a darci i 221 km che ci riportano al Maniero. 

Vedremo come andranno le cose.

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2 giugno. Partiamo dal Maniero alle 14.08 con il 100% di carica fatta a casa. Siamo in tre (conducente e due passeggeri) più i rispettivi bagagli; aria condizionata a 23 °C con 32 °C di temperatura esterna. Facciamo tappa al Bauli in autostrada di Verona alle 16.23, dopo 218 km (173 Wh/km) percorsi andando a 125 km/h di velocità massima (salvo qualche, uhm, spunto per liberarsi degli sfanalatori compulsivi). Non carichiamo: la sosta è solo per prendere un caffé e un dolcetto, fare un salto alla toilette e poi ripartire alle 16.46. Noto con una certa sorpresa che una semplice sosta del genere è durata ben 22 minuti: se ci fosse stata una colonnina, avremmo avuto tempo di caricare parecchio.

Arriviamo a destinazione alle 17.47, dopo un totale di 313 km che hanno consumato 54,8 kWh (175 Wh/km), con il 9% di carica residua. Mettiamo subito Tess sotto carica al Destination Charger dell’albergo, facciamo il check-in e andiamo via. Dopo qualche ora, Tess è già carica all’80%. Fermo la carica tramite l’app: per qualche giorno non useremo l’auto, per cui non occorre fare il “pieno” ed è sconsigliato tenere la batteria al 100% a lungo senza scaricarla.

Come previsto, riducendo molto lievemente la velocità siamo riusciti a fare l’intero viaggio senza doverci fermare a ricaricare. Ci ha aiutato molto, in questo esperimento, la schermata Energia del menu di Tess, che mostra la previsione dei consumi e rende estremamente facile adattare la velocità sul momento, senza ridurla eccessivamente. 

6 giugno. Dopo aver caricato Tess al 100% presso la colonnina dell’albergo, e dopo aver preattivato l’aria condizionata da remoto per via del gran caldo, alle 10:10 lasciamo Padova e ci dirigiamo verso Trento. In autostrada (A4-A22) troviamo traffico e code interminabili, ma alla fine arriviamo a destinazione alle 12:55 con il 39% di carica residua, avendo percorso 182 km. Abbiamo consumato un po’ più del previsto, a causa dell’aria condizionata durante le lunghe attese fermi in coda, ma comunque abbiamo ampio margine per raggiungere il Supercharger di Affi. Lasciamo Tess al parcheggio sotterraneo di Piazza di Fiera, che è accessibile anche con un’auto ingombrante e bassa come una Model S ed è dotato di colonnina (cosa che non sapevamo, ma in ogni caso non la usiamo perché non ci serve).

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8 giugno. Siamo a Trento per un paio di giorni per lavoro: domani partiremo per tornare al Maniero. Il piano iniziale è di partire con la carica residua, fare tappa ad Affi e poi andare fino a casa, ma grazie a un invito a cena in un luogo strategicamente piazzato abbiamo la possibilità di mettere sotto carica Tess alla colonnina del parcheggio (a Piazza di Fiera), a una trentina di metri dal nostro albergo nel tardo pomeriggio, andare a cena e staccarla dalla colonnina dopo cena. Ci costerà un po’, ma considerato quanto risparmiamo abitualmente possiamo anche concederci questo piccolo lusso, in modo da poter andare direttamente a casa l’indomani.


Carichiamo (a 11 kW) in totale 49,42 kW alla colonnina Enel-X, usando il nostro cavo (che è sempre a bordo per qualunque evenienza) e la tessera Enel-X (per evitare problemi e lentezze delle app), spendendo 28,67 euro (non ho abbonamenti, per cui la tariffa è alta, 0,47 euro/kWh) e arriviamo così al 94% circa all’ora di rientro in albergo. Un po’ poco per fare il viaggio di ritorno senza almeno un biberonaggio (si chiama così la carica rapida breve), ma vedremo come va.

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9 giugno. Partiamo da Trento alle 9:53 con il 94%. C’è traffico e anche volendo non si può correre, ma stiamo intorno ai 100 km/h per un bel tratto di strada e la finestra Energia di Tess ci dice che arriveremmo al Maniero con un 2% scarso di margine; fattibile (tanto ci sono parecchi punti di ricarica rapida lungo il percorso se i consumi dovessero essere maggiori del previsto), ma si pone uno dei dilemmi tipici dei viaggi elettrici: ci conviene andar piano (e quindi metterci più tempo) ma non fermarci a caricare (e quindi evitare il tempo della ricarica), oppure andare veloci (e quindi metterci meno tempo) ma fermarci a caricare (e quindi usare il tempo risparmiato per caricare)?

La risposta dipende da molti fattori, compreso lo stile di guida, la rapidità di ricarica e il tempo necessario per la deviazione per raggiungere la colonnina e poi rientrare in autostrada. Nel nostro caso c’è un Supercharger Tesla, per noi gratuito, a Bergamo Dalmine (ce lo suggerisce il navigatore di Tess mentre stiamo viaggiando), che raggiungeremo intorno all’ora di pranzo, dopo 200 km, ed è appena fuori dal casello autostradale, per cui decidiamo di andare veloci (130 km/h ovunque possibile) e fare una mini-tappa di ricarica lì intanto che mangiamo e ci riposiamo un momento.

Usciamo dall’autostrada alle 11:55, ma il navigatore di Tess sbaglia e non ci porta affatto al Supercharger: ci conduce su una strada statale che passa nelle vicinanze, senza dirci dove dobbiamo svoltare per entrare in una zona commercial-industriale, e poi dice che siamo arrivati. Così proviamo il navigatore dello smartphone (Google Maps), che ci porta a fare un giro in una strada che è bloccata dai lavori. Il tempo passa e la pazienza pure: il Supercharger è introvabile.

Alla fine ci accorgiamo che il navigatore dell’auto sta indicando dove si trova il Supercharger, ma per motivi incomprensibili si rifiuta di tracciare un percorso che ci porti lì. Proviamo a seguire la mappa del navigatore a naso e finalmente troviamo il Supercharger, nascosto dietro vari edifici e cantieri, senza la benché minima segnaletica che consenta di avvistarlo quando si è nelle vicinanze. Questo è un problema ricorrente delle stazioni di ricarica: a differenza dei distributori di benzina, che hanno grandi insegne montate su pali alti e ben visibili, le colonnine sono completamente prive di segnali che le rendano visibili e sono acquattate dietro capannoni o alberghi. Se l’app o il navigatore falliscono, trovarle è un’impresa.

Sia come sia, dopo aver perso venti minuti d’orologio per cercare il Supercharger, finalmente alle 12:16 carichiamo Tess intanto che facciamo uno spuntino. Siamo arrivati a Dalmine con il 33%, dopo 209 km, essendo partiti con il 94%; abbiamo consumato 38 kWh (182 Wh/km) in 2 ore e 24 minuti.

Il tempo dello spuntino (18 minuti) e alle 12:34 abbiamo il 60% di carica, più che sufficiente per tornare speditamente al Maniero. Arriviamo a casa alle 13:56, dopo altri 111 km, avendo consumato per questa seconda tratta 22,5 kWh (202 Wh/km) in un’ora e venti minuti, con il 23% di carica residua. Per il viaggio di ritorno abbiamo percorso in tutto 320 km.

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In totale, per questo tour abbiamo percorso 828 km, dedicando alla ricarica 40 minuti. Abbiamo caricato Tess a casa (61 kWh per 0,16 CHF/kWh), al Destination Charger (gratuito), alla colonnina Enel-X (28,67 euro) e al Supercharger (gratuito), per un totale di circa 38 euro (con un avanzo di un 23% di carica ancora sfruttabile).

2022/05/16

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Bellaria-Lugano (837 km)

Ultimo aggiornamento: 2022/05/23.

Il piano. Tra pochi giorni faremo un viaggio fino a Bellaria per partecipare alla Starcon. Dal Maniero Digitale al Palacongressi di Bellaria sono 401 km.

Lungo il percorso abbiamo i seguenti punti di ricarica rapida potenzialmente interessanti:

  • Stazione Free to X Modena (area di servizio Secchia Ovest), sull’autostrada, dopo 246 km (restano 155 km per arrivare)
  • Supercharger di Modena (1684 Strada Vignolese, Modena, accanto all'hotel Fini Baia del Re), dopo 263 km (restano 141 km per arrivare)
  • Supercharger di Bologna (via Aldo Moro 64, Casalecchio di Reno), dopo 288 km (restano 121 km per arrivare)
  • Supercharger di Forlì (Piazzale della Cooperazione 2/3, Forlì), dopo 362 km (restano 43 km per arrivare)

I Supercharger sono gratuiti (TESS ha accumulato un po' di referral che davano circa 11.000 km gratis), ma sono leggermente più scomodi da raggiungere perché non sono sull’autostrada: sono vicini a un casello. Quindi bisogna mettere in conto il tempo necessario per uscire dall’autostrada e raggiungerli. Le colonnine Free to X, invece, sono direttamente sull’autostrada (però si pagano). 

A destinazione abbiamo i seguenti Destination Charger (DC) di Tesla o punti di ricarica lenta di altri fornitori:

  • DC Hotel San Salvador (via Lucilio 8, Igea Marina), 4,5 km dal Palacongressi
  • DC Hotel Mon Pays Bellaria (viale G. Pascoli 3, Igea Marina), 1,5 km
  • Colonnina di fornitore ignoto (4FV8+5J per Google Maps), 1,3 km
  • Colonnina presso Albergo Lazzarini (via Arno 71, Igea Marina), 1,5 km
  • Colonnina BeCharge (piazza del Popolo 7, Igea Marina), 950 m

Il piano, per ora, è fare tappa sperimentale alla colonnina Free to X di Modena per fare almeno un test di carica; in caso di problemi, fare tappa a Modena per pranzare intanto che facciamo il “pieno”; e arrivare a destinazione. Lì useremo un Destination Charger o un’altra colonnina lenta per fare un altro “pieno” per il viaggio di ritorno.

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Esecuzione in pratica. 19 maggio: partiamo dal Maniero, in quattro con relativi bagagli, alle 9:15 con il 98% di carica (non ho fatto il 100% perché la carica non era arrivata al 100% al momento di partire e comunque non era necessario fare il “pieno” massimo). Lasciamo perdere l’esperimento alla colonnina Free to X e arriviamo al Supercharger di Modena (quello ormai abituale, situato strategicamente accanto all’ottimo ristorante Baia del Re) alle 12:03, dopo 266 km percorsi in due ore e 48 minuti, andando a 130 km/h ove possibile (non molto spesso, visto il traffico), tenendo accesa l’aria condizionata per contrastare i 30°C esterni. Abbiamo consumato 54,9 kWh di consumo (206 Wh/km) e abbiamo l’8% di carica residua. Mettiamo Tess sotto carica e andiamo a pranzo.

Pranziamo senza preoccuparci del tempo di ricarica: è la durata del pranzo a determinare la durata della ricarica, non viceversa. Ripartiamo così alle 13.16, dopo un’ora e 13 minuti, con l’89% di carica fatta (gratuitamente, grazie ai referral), più che sufficiente per portarci fino a Bellaria, dove arriviamo infatti con il 37% di carica residua alle 14:37, dopo un’ora e venti minuti, nei quali abbiamo percorso 144 km con un consumo di 31,7 kWh (221 Wh/km). Il viaggio di 410 km ha consumato 86,6 kWh (211 Wh/km).

Parcheggiamo Tess e andiamo a goderci la Starcon per qualche giorno. Faccio qualche chilometro per fare una demo per un amico, ma per il resto l’auto non ci serve.

Il 21 maggio porto Tess alla colonnina Tipo 2 di Enel X che sta a dieci minuti di distanza a piedi dal Palacongressi di Bellaria e la lascio sotto carica a 11 kW per il tempo della cena e della sessione serale della Starcon (4 ore e 42 minuti). Anche qui, la durata della ricarica è determinata dallo svolgimento della serata, e così finisce che carico al 98% (51 kWh, che costano 29,55 € IVA compresa, quindi 0,58 €/kWh).

Ho caricato più del previsto, e normalmente non bisognerebbe caricare oltre l’80% per poi lasciare l’auto carica a questo livello, perché a lungo andare non fa bene alla batteria, ma è andata così perché non avevo altri momenti liberi nei quali portare l’auto a caricare. In ogni caso, Tess consuma qualcosina anche da ferma (i sistemi di bordo non si spengono mai completamente nell’uso normale), per cui il 23 maggio, quando partiamo, la carica è già scesa all’88%. Sì, è una scarica notevole, circa 6 kWh in un giorno e mezzo, maggiore del normale kilowattora giornaliero, probabilmente perché Tess ha usato un po’ di energia per tenere fresca la batteria mentre era parcheggiata al sole.

Ripartiamo per il Maniero il 23 maggio alle 9:55 e arriviamo al Supercharger di Modena (lo stesso dell’andata) alle 11:51, dopo un’ora e 56 minuti (a causa del traffico e del navigatore che ci ha proposto un giro decisamente turistico della zona di Bellaria invece di portarci subito all’autostrada), avendo percorso 151 km e consumato 29,9 kWh (198 Wh/km) dall’ultima ricarica.

Pranziamo nello stesso ristorante dell’andata, lasciando che sia il pranzo a decidere la durata della ricarica, e alle 12:56 (dopo un’ora e 5 minuti di sosta) abbiamo il 94% di carica, che secondo il computer di bordo sono sufficienti a portarci fino al Maniero se viaggiamo stando intorno ai 120 km/h di punta (raggiunti raramente a causa delle code e del traffico); mal che vada ci sono varie colonnine rapide lungo il percorso. Arriviamo al Maniero alle 15:49 (dopo due ore e 51 minuti di viaggio), con il 13% di carica residua, avendo consumato 49,6 kWh (187 Wh/km).

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Riassunto. In tutto abbiamo percorso 837 km, consumando 168,6 kWh (201 Wh/km), che ci sono costati circa 42 € (il “pieno” a casa, 12 CHF, più i 29,55 € della colonnina; i Supercharger sono gratuiti per me grazie ai referral ancora per altri 11.000 km circa). Il tempo dedicato esclusivamente alla ricarica dell’auto è stato di circa 30 minuti in tutto (cinque minuti per portare l’auto alla colonnina, dieci per tornare a piedi, dieci per tornare a prenderla e cinque per riportarla al parcheggio).

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Padova-Lugano (635 km)

Ieri la Dama del Maniero ed io siamo andati con TESS a Padova per il corso CICAP (sono stato uno dei docenti). Il viaggio è stato talmente normale che mi limito ad annotarne qui brevemente i dati.

Sabato 14/5 8:06. Partenza con il 100% ("pieno" fatto a casa). Viaggio fatto a velocità sostenuta (appena sotto il limite autostradale di 130 km/h).

11:12. Sosta di ricarica al Supercharger di Vicenza (al centro commerciale Torri di Quartesolo) dopo 284 km, 50 kWh consumati (178 Wh/km), con il 17% di carica residua. Picco (breve) di carica a 102 kW. Computer di bordo indicava che se non ci fossimo fermati a caricare avremmo raggiunto la destinazione con il 4% di carica. Abbiamo preferito non rischiare e fare un piccolo rabbocco.

11:23. Ripartenza con carica al 36% dopo 11 minuti.

12:08. Arrivo a destinazione a Padova (hotel M14, dotato di Destination Charger Tesla) dopo 321 km totali. Messo TESS sotto carica e andati a fare il corso CICAP.

Domenica 15/5 15:54. Partenza da Padova con il 100% di carica (TESS ha caricato 50 kWh in tutto). Auto pre-raffrescata da remoto tramite app prima di partire (c’erano 36° nell’abitacolo).

17:33. Sosta di ricarica gratuita e toilette al Supercharger di Brescia (20 minuti).

17:53. Ripartenza. Traffico molto intenso. Viaggiato appena sotto i limiti autostradali ove possibile, ma molto spesso più lentamente a causa del traffico.

20:07. Arrivo al Maniero Digitale. TESS parcheggiata in garage. 635 km in tutto.

2021/11/01

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Riccione-Lugano (864 km, 9,86 €)

Ultimo aggiornamento: 2021/11/12 10:50.

Il piano

Ai primi di novembre andrò a Riccione per partecipare alla Reunion, uno dei raduni di fantascienza ai quali cerco di non mancare. Dal Maniero Digitale, vicino a Lugano, fino a Riccione ci sono 419 km, che richiedono una tappa di ricarica a Tess (una Tesla Model S 70 del 2016, che ha circa 330 km di autonomia a velocità autostradali e con pieno carico di passeggeri). Sarà la prima volta che andrò a questo raduno abituale senza usare un goccio di carburante.

La soluzione più semplice ed economica (visto che carico gratis alle colonnine rapide Supercharger di Tesla grazie ai referral) è fare Lugano-Modena, dove c’è il Supercharger sulla Vignolese, dopo 263 km di viaggio, e caricare quanto basta per arrivare a destinazione a Riccione, dove ci sono colonnine Tesla di carica lenta (Destination Charger) alle quali potremo caricare con tutta calma per il ritorno e gli spostamenti locali.

Per esempio, all’hotel Ambasciatori ci sono due colonnine Tesla aperte al pubblico, a 750 m da dove si tiene la Reunion, e a Riccione ci sono anche colonnine non-Tesla. Ho acquisito queste informazioni usando Google Maps, il localizzatore di stazioni di ricarica di Tesla (Tesla.com/findus) e Nextcharge

Lungo il percorso ci sono Supercharger ad Arese, Melegnano, Piacenza, Modena Campogalliano, Modena Vignolese e Forlì, per cui abbiamo ampie opzioni di ricarica rapida, sia all’andata, sia al ritorno, per qualsiasi imprevisto.

Tutte queste stazioni di ricarica rapida di Tesla, però, sono situate fuori dalle autostrade, per cui raggiungerle comporta un certo dispendio di tempo, che va considerato nel tempo necessario per la ricarica.

Proviamo a vedere se lungo il percorso ci sono già colonnine rapide presso le stazioni di servizio sull’autostrada: saranno a pagamento, ovviamente, ma se accorciano il tempo di viaggio possono essere un’opzione interessante.

Sicurauto ha un articolo che elenca le colonnine attualmente installate lungo le autostrade italiane. Quelle che percorreremo sono la A1 e la A14. Autostrade.it dice che sulla A14 a Secchia Ovest c’è una stazione di ricarica rapida di Free to X, che Sicurauto descrive come “direzione Sud, km 156,5, 2 colonnine Ultra Fast da 300 kW”. Durante il viaggio di andata potremmo quindi provare questa stazione di Secchia Ovest; in caso di problemi faremmo comunque in tempo ad andare al Supercharger di Modena Vignolese, che è poco più avanti lungo la strada. Ionity non ha colonnine su queste autostrade; ne ha solo nelle loro adiacenze.

L’esecuzione

5 novembre. Siamo partiti dal Maniero alle 9.35 con il 100% di carica fatta in garage di notte (circa 65 kWh), viaggiando spediti grazie al traffico relativamente modesto e restando sempre vicini ai limiti di velocità autostradali, senza risparmiare la batteria, tenendo acceso il riscaldamento per via del freddo (7°C alla partenza). 

A bordo siamo in quattro, con bagagli e altri oggetti che riempiono entrambi i bagagliai di Tess (anteriore e posteriore).

Arriviamo al Supercharger di Modena (sulla Vignolese) alle 12.11, con il 17% di carica residua, dopo 2 ore e 36 minuti, avendo percorso 267,7 km (102,9 km/h di velocità media) e consumato 50,3 kWh (188 Wh/km). Mettiamo sotto carica Tess e andiamo al ristorante Baia del Re accanto al Supercharger.

Il tempo di un primo, un dolce e un caffè (un’ora e 17 minuti) e Tess ha già caricato più che a sufficienza per portarci fino a Riccione, anche qui senza risparmiare la batteria. Ripartiamo subito dopo il caffè con il 90% alle 13.28. Arriviamo alle 14.56, dopo 1 ora e 28 minuti, percorrendo 160,4 km (109,3 km/h di velocità media) e consumando 33 kWh (206 Wh/km). Viaggio tranquillo, silenzioso e rilassante. Arriviamo con il 36% di carica residua.

Parcheggiamo l’auto al parcheggio coperto interrato accanto all’hotel Mediterraneo, dove si tiene la Reunion, e non ce ne preoccupiamo più per un paio di giorni. Le barriere d’ingresso e di uscita del parcheggio sono piuttosto strette, per cui ci vuole molta cautela nell’entrare e uscire con un’auto larga come Tess, ma lo scivolo di ingresso e di uscita sono molto graduali e senza cambi repentini di pendenza, per cui anche Tess, che è bassa (16 cm da terra) e ha un passo lungo, scende e sale senza toccare con il sottoscocca come succede invece in altri parcheggi (è successo una volta sola, a Spotorno, ma il contatto è stato lievissimo perché stavo facendo la manovra con estrema cautela).

Per chi nota che l’adesivo CH è antiestetico o anacronistico: l’obbligo di mettere questo adesivo, o meglio di munire l’auto di una sigla distintiva di nazionalità nella parte posteriore, è dettato dalla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 1968 ed esiste soltanto se si circola fuori dalla Svizzera; questo trattato prevede la possibilità di integrare questa sigla nella targa, come nell’UE, ma la Svizzera non l’ha fatto (info).

7 novembre. Portiamo Tess all’Hotel Ambasciatori, a 750 metri dal luogo della Reunion, e carichiamo al Destination Charger. La carica è gratuita e si paga solo il parcheggio.

Anche se è una colonnina all’interno dell’albergo, non è necessario essere clienti dell’albergo per usarla, esattamente come indicato dal navigatore di Tesla (a differenze degli altri Destination Charger di Riccione, che sono aperti solo a chi alloggia e/o usa il ristorante). Me ne sono sincerato telefonicamente prima di portare lì l’auto.

Fra il personale dell’Ambasciatori, inoltre, c’è un utente Tesla, che come tale capisce benissimo le nostre esigenze e molto gentilmente ci assiste nella manovra di entrata, parcheggio e messa in carica di Tess. Circa 4 ore più tardi l’auto è carica e andiamo a ritirarla, riportandola al parcheggio accanto al nostro hotel.

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8 novembre. Partiamo da Riccione alle 9.41 con quattro persone a bordo (una è un ospite della Reunion, l’attore e tecnico degli effetti speciali Trevor Butterfield) e relativi bagagli. Tess è carica al 93% (non ho portato la carica al 100% per non lasciare la batteria stracarica tutta la notte, dato che questo non le fa bene a lungo termine). Butterfield è alla sua prima esperienza in auto elettrica, ed è molto scettico, ma la silenziosità di marcia, l’accelerazione vivace, l’assoluta mancanza di problemi di autonomia (dobbiamo portarlo all’aeroporto di Bologna, che sta a 130 km) e la comodità dell’auto gli levano parecchi dubbi.

Procediamo spediti, lasciamo il nostro ospite al Kiss and Fly dell’aeroporto alle 11.14 e poi ci dirigiamo verso il Supercharger di Modena sulla Vignolese, dove arriviamo alle 11.42 dopo 169 km e 36,4 kWh consumati (215 Wh/km), con il 34% di carica residua. 

Pranziamo di nuovo al ristorante Baia del Re, in compagnia di amici che ci hanno raggiunto lì, e intanto carichiamo. Alle 13.01 devo interrompere il pranzo per andare a spostare l’auto, perché ha finito di caricare (è al 96%) prima che sia finito il pasto, e se la lasciassi nello stallo Tesla mi addebiterebbe l’occupazione.

Ripartiamo alle 13.30 e viaggiamo abbastanza velocemente (quanto consentito dal traffico intenso), percorrendo la distanza fino al Maniero (267 km) in tre ore e cinque minuti, arrivando alle 16.35 con il 9% residuo. Per quest’ultima tratta, da Modena a Lugano, abbiamo consumato 53,3 kWh (199 Wh/km).

Riepilogando, abbiamo percorso in tutto 864 chilometri, consumando 172,9 kWh (200 Wh/km) e spendendo in energia circa 10,40 CHF (9,86 €).

2021/10/18

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Mestre-Lugano (723 km, 9,70 €)

Man mano che aumenta l’esperienza con l’auto elettrica diminuisce la necessità di pianificare. Stavolta l’unica pianificazione consiste nel prenotare un albergo che ha la colonnina di ricarica; non decidiamo in anticipo dove fermarci a caricare durante il viaggio, perché tanto sappiamo che ci sono vari punti di ricarica rapida lungo il percorso, e decidiamo che i tempi di sosta non dipenderanno dalla durata della ricarica ma saranno determinati dai tempi naturali della sosta. Questi sono i miei rapidi appunti di viaggio, basati sui dati forniti dall’auto (li registro fotografando il display).

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16/10. Partiamo dal Maniero alle 8:55. Dopo 255 km, fatti in 3 ore e 35 minuti a causa delle code di traffico (71,2 km/h di velocità media), arriviamo al Supercharger di Verona (presso il Crowne Plaza) alle 12:31. Abbiamo consumato 46,3 kWh (181 Wh/km).

Ci fermiamo lì a pranzare e caricare; Tess finisce di caricare quanto basta per arrivare a destinazione ben prima che finisca il pasto. Secondo i dati di fatturazione di Tesla, Tess ha caricato 49 kWh (gratuitamente, grazie ai referral che ho accumulato). Ripartiamo alle 13:53 (sì, un’ora e mezza per un pasto in viaggio è tanto, lo so, ma è andata così) e arriviamo a Mestre alle 15:03, dopo 120 km, fatti in 1 ora e 10 minuti (103 km/h di media) consumando 26,3 kWh (219 Wh/km), con il 53% di carica residua.

Per l’intera tratta (375 km) abbiamo consumato in tutto 72,6 kWh (193 Wh/km). Dato che la carica al Supercharger per Tess è attualmente gratuita appunto grazie ai referral, la spesa di energia è costituita soltanto dai 65 kWh caricati di notte a casa prima di partire, che alle mie tariffe attuali (0,16 CHF/kWh in notturna) ammontano in tutto a 10,4 CHF (9,70 €).

Abbiamo appunto scelto un albergo dotato di colonnina di ricarica, lo Smart Hotel Holiday, per cui all’arrivo parcheggiamo l’auto in un posto auto qualsiasi e non ci preoccupiamo più della ricarica fino alla sera prima del ritorno.

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18/10. Avendo messo sotto carica Tess alla colonnina dell’albergo (gratuita anche se non fa parte della rete Tesla) la sera prima di ripartire verso il Maniero, partiamo da Mestre alle 10.16 con il 96% di carica (Tess non carica fino al 100% a causa del freddo, fuori ci sono 8°C) senza aver perso tempo a cercare colonnine. 

Un’ora e 39 minuti dopo (alle 11.57) ci fermiamo al Supercharger di Brescia per pranzo, dopo aver percorso 185 km (velocità media 112 km/h) e consumato 39,5 kWh (213 Wh/km), arrivando con il 32% di carica residua.

Il tempo di una pausa alla toilette e di un pranzo cinese al centro commerciale nel quale si trova il Supercharger (un’ora in tutto) e Tess ha già caricato 40 kWh (secondo i dati di fatturazione di Tesla), ben oltre il necessario per completare il viaggio: ripartiamo alle 12:57 con il 90% di carica. L’autostrada è decisamente più scorrevole che all’andata, per cui riusciamo a viaggiare quasi sempre intorno ai 130 km/h, tranne nel tratto verso la frontiera, dove scegliamo di evitare l’autostrada a causa della segnalazione di lunghe code al valico autostradale. 

Due ore e tre minuti dopo, alle 15:00, arriviamo al Maniero con il 36% di carica residua, dopo aver percorso 164 km (velocità media 80 km/h) e aver consumato 32,9 kWh (201 Wh/km).

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In totale abbiamo percorso 723 km in 10 ore (6h all’andata e 4h44m al ritorno, incluse le tappe di pranzo-ricarica in viaggio), consumando 144,9 kWh (200 Wh/km) e spendendo 9,70 € di “carburante”. Senza referral, al costo attuale di circa 0,41 CHF/kWh ai Supercharger Tesla, avremmo speso 32,75 CHF (79,9 kWh ai Supercharger) +10,4 CHF (i 65 kWh al Maniero), per un totale di 43,15 CHF, pari a 40,26 €.

2021/09/06

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Forlì-Padova-Lugano-Egerkingen-Lugano (1328 km)

Nei giorni scorsi ho fatto un piccolo tour de force di conferenze: l’1 settembre sono stato a Forlì per parlare della scienza dei gabinetti nello spazio (sì, esiste ed è una cosa dannatamente importante per l’esplorazione spaziale), per poi andare a Padova il 2 e 3 settembre e partecipare al CicapFest con tre interventi; infine sono andato in Svizzera tedesca, ad Egerkingen, per una conferenza su privacy e sicurezza nei social network, e alla fine sono tornato a casa, viaggiando sempre con Elena, la Dama del Maniero, che organizza e tiene le fila di tutti questi eventi pubblici. Abbiamo percorso circa 1300 chilometri, tutti in auto elettrica. Ecco com’è andata. 

 

Giorno 1: Lugano-Forlì (371 km). La Dama del Maniero ed io siamo partiti l’1 settembre dal Maniero, vicino a Lugano, per Forlì, che dista 366 chilometri, con l’obiettivo di arrivare entro le 18 per la prova tecnica della conferenza. Tess, la nostra Tesla Model S 70, aveva fatto il “pieno” (carica al 100%) durante la notte. Siamo partiti alle 13.20 (prima dovevo registrare la puntata del Disinformatico di questa settimana e fare un’intervista per Radio3Scienza a proposito del CICAPFest di Padova).

Fra code in dogana, lavori lungo la strada, un incidente con incendio vicino a Bologna e altro ancora, abbiamo accumulato un ritardo enorme. Abbiamo fatto soltanto una rapidissima tappa per ricaricare al Supercharger di Modena presso l’Hotel Baia del Re, sulla Strada Vignolese al casello di Modena Sud, dopo 265 km percorsi in tre ore e un quarto (velocità media 81 km/h), arrivando alle 16.30 con il 20% di carica residua e con un consumo di 48,9 kWh (184 Wh/km).

Ci siamo fermati a questo Supercharger soltanto per il tempo necessario a caricare quanto bastava per arrivare a Forlì (106 km) con un margine minimo per imprevisti: in sostanza, il tempo di una visita alla toilette (15 minuti in tutto), che ci ha dato 13 kWh (Tess carica piuttosto lentamente; altri modelli caricano ben più rapidamente alle colonnine rapide). Ormai abbiamo imparato che Tess consuma da 180 a 200 Wh/km a velocità autostradali, per cui sappiamo che un kWh equivale a 5 km di autonomia: questo ci facilita la stima a mente della carica necessaria.

Siamo arrivati a Forlì appena in tempo per la prova tecnica delle 18, avendo percorso 108 km in 84 minuti (77 km/h di velocità media) a causa del traffico e avendo consumato 19,1 kWh (177 Wh/km). La carica residua nella batteria di Tess era il 9% (equivalenti a circa 33 km di autonomia rimanente).

Tess ci ha ricordato che non fa bene alla batteria stare sotto il 20% a lungo, e sappiamo che l’auto consuma circa un kWh al giorno quando è in standby, per cui si è presentato il rischio di avere pochissimo margine di autonomia per andare a caricare l’indomani. Così, dopo la cena e la conferenza, siamo andati al Supercharger più vicino, sempre a Forlì, a 6 km dal luogo della conferenza, per fare una mini-carica (ci siamo arrivati con il 7% residuo). Tess ha caricato inizialmente a 110 kW (un evento raro) sulle colonnine Tesla di questo Supercharger, che sono tutte dotate soltanto di connettore CCS (per fortuna ho fatto aggiungere a Tess l’adattatore CCS). Arrivati al 22% in otto minuti, abbiamo interrotto la carica e siamo andati in albergo (5 km dal Supercharger) a dormire.


Giorno 2: Forlì-Padova (187 km). Il 2 settembre siamo tornati al Supercharger di Forlì (5 km dall’albergo) con l’intenzione di caricare quanto bastava per arrivare a Padova, ma alla fine abbiamo caricato ben di più perché ci siamo fermati a chiacchierare al telefono con un amico che non sentivano da tempo (ancora una volta, i tempi di ricarica non pesano se intanto stai facendo altro ed è l’altra cosa che stai facendo a dettare i tempi).

Siamo ripartiti per Padova (non ho preso nota della carica fatta), percorrendo 182 km in circa due ore (media di 91 km/h) fino all’Hotel M14, scelto appositamente perché ha il Destination Charger (colonnina di ricarica a 10 kW).

Siamo arrivati, abbiamo parcheggiato l’auto e l’abbiamo lasciata per il resto del tempo a caricare intanto che partecipavamo al CicapFest. Nessun’altra auto aveva bisogno della colonnina, per cui con il consenso del direttore dell’albergo abbiamo lasciato Tess dov’era per i due giorni della nostra permanenza, rendendoci disponibili a spostarla se necessario (c’era comunque un altro stallo libero).

 

Giorno 3: Padova-Egerkingen (538 km). Poter lasciare l’auto collegata alla colonnina ci ha permesso di caricarla fino al 100% durante la notte appena prima di partire. La possibilità di gestire la carica tramite l’app sul telefono, direttamente dalla camera d’albergo, è impagabilmente comoda.

Il 4 settembre siamo partiti da Padova subito dopo colazione, alle 8.40, con il 99% di carica e con l’obiettivo di arrivare fino al Supercharger di Melide, in Svizzera (302 km). Ci siamo arrivati dopo tre ore e mezza di autostrada, alle 12.10 (velocità media 87 km/h), consumando 52,8 kWh (175 Wh/km) e arrivando con il 14% di carica residua; il tempo è stato dovuto unicamente al traffico.

Ci siamo fermati a Melide per pranzare per un’ora e mezza intanto che Tess ricaricava fino al 96% (54 kWh). Anche qui, la durata della sosta è stata dettata dal tempo del pasto. Siamo ripartiti per Egerkingen, che abbiamo raggiunto dopo 236 km, consumando 39,8 kWh (168 Wh/km), in ben tre ore e 40 minuti. La velocità media è stata bassissima (64 km) a causa di un’ora passata in coda per entrare nel tunnel autostradale del San Gottardo. All’hotel Mövenpick di Egerkingen dove alloggiavamo c’è un Supercharger (non abbiamo scelto l’hotel per questo motivo, è stata una felice coincidenza). Lo abbiamo utilizzato subito per preparare l’auto per l’indomani.

 

Giorno 4: Egerkingen-Lugano (232 km). Il 5 settembre, dopo aver tenuto la conferenza e aver pranzato, siamo partiti da Egerkingen alle 13.20, con l’89% di carica, diretti verso il Maniero Digitale. Lo abbiamo raggiunto dopo poco meno di quattro ore di viaggio (59 km/h), ancora una volta a causa delle code al San Gottardo, più una sosta di una ventina di minuti per un power nap

Abbiamo consumato 37,6 kWh (162 Wh/km) e siamo arrivati a casa con il 28% di carica residua. Abbiamo parcheggiato Tess e l’abbiamo messa subito sotto carica per un altro viaggio da fare il giorno successivo.

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Qualche considerazione su questa avventuretta:

Per tutto il viaggio abbiamo tenuto le massime velocità consentite, ma il traffico e gli incidenti hanno abbassato comunque enormemente le velocità medie. È inutile correre e consumare batteria se tanto poi ci si trova fermi in coda.

Durante l’ora abbondante di coda in lentissimo movimento, sia all’andata sia al ritorno, abbiamo notato quante auto a carburante si surriscaldavano ed erano costrette ad accostare e fermarsi con il cofano aperto, mentre noi eravamo comodi a bordo di Tess, con l’abitacolo fresco grazie all’aria condizionata e senza alcuna preoccupazione di surriscaldamento, perché uno dei vantaggi delle auto elettriche è che il loro motore non genera grandi quantità di calore come effetto collaterale e l’auto non consuma praticamente nulla quando si è fermi in coda (salvo una quantità trascurabile per luci e aria condizionata). Le auto elettriche, insomma, sono molto più adatte al traffico intenso e alle code.

L’ansia da autonomia comincia a essere un ricordo. Ormai sappiamo che le nostre stime e quelle dell’auto sono affidabili e quindi sappiamo come pianificare un viaggio con sicurezza e anzi pianifichiamo meno rispetto ai primi tempi.

Questa sequenza di viaggi ha dimostrato ancora una volta l’enorme vantaggio di avere una rete di punti di ricarica ampia, dedicata e semplice da usare. Non doversi arrabattare con app, tessere e complicazioni varie, ma semplicemente parcheggiare e inserire il connettore, è una comodità eccezionale, ancora superiore a quella del rifornimento di carburante tradizionale.

Avere un punto di ricarica (anche “lento”) direttamente in albergo o presso la destinazione è altrettanto prezioso, perché toglie completamente il problema del tempo di ricarica: si arriva a destinazione, si collega l’auto, e si va via a fare altro. La certezza di poter caricare all’arrivo consente anche di sfruttare serenamente tutta l’autonomia dell’auto.

L’unico neo della rete di ricarica Tesla, in Italia, è che non è quasi mai situata sulle autostrade ma è vicino a un casello autostradale, per cui è necessario uscire e perdere tempo per trovare il Supercharger (raramente segnalato in modo visibile) e raggiungerlo. Altri operatori, come Ionity, stanno cominciando a installare colonnine rapide agli autogrill e alle stazioni di rifornimento sulle autostrade.

2021/08/29

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Spotorno-Lugano (579 km), piccolo test di autonomia e di stima della capacità della batteria

Ieri la Dama del Maniero ed io siamo andati a Spotorno con TESS, tornando oggi, per una conferenza sulla mobilità elettrica sulla Terra e nello spazio. Questi sono solo alcuni appunti e dati di viaggio che annoto qui come promemoria, visto che è un percorso che facciamo abbastanza spesso e ricordarci cosa abbiamo fatto può essere utile per la volta successiva.

Siamo partiti dal Maniero con il 99% di carica fatta a casa di notte a tariffa notturna di 0,16 CHF/kWh (avrei fatto 100%, ma si era fatta ora di partire) e siamo arrivati al Supercharger di Varazze con il 25% di carica rimanente, consumando 45,4 kWh per percorrere 264,6 km (172 Wh/km) in 3 ore e 11 minuti.

Siamo usciti dalla Svizzera attraverso la dogana di Gaggiolo e abbiamo percorso la A26 (come mostrato qui accanto) invece della A7 per evitare il traffico turistico alla dogana di Como Brogeda, lungo la Tangenziale di Milano e lungo la A7.

Seguendo questa strada il viaggio si allunga di una trentina di km, ma la A26 è decisamente meno trafficata e molto più rilassante da percorrere. Abbiamo sempre viaggiato alla massima velocità consentita dai limiti o poco meno, traffico permettendo: in pratica non abbiamo mai superato i 130 km/h ma il traffico e i limiti di velocità ci hanno portato a una velocità media di 83 km/h.

Questi dati mi permettono di stimare la capacità effettiva della batteria di TESS, che formalmente è una 70 kWh. Se parto dal 100% e mi resta il 25% dopo 45,4 kWh erogati, vuol dire che il 100% di capacità è circa 61 kWh.

Al Supercharger abbiamo caricato gratuitamente (grazie ai referral) mentre pranzavamo, per un’ora e mezza, fino al 96% (TESS non è un fulmine a caricare, il picco iniziale è stato di 73 kW ma è calato in fretta, e al 95% caricava a 10 kW). A Spotorno, infatti, non ci sono ancora colonnine (grave lacuna) e sapevamo che non avremmo avuto tempo di andare a caricare alle colonnine “lente” (da 10 kW) delle località adiacenti. 

TESS ha caricato 46 kWh: un altro dato usabile per stimare la capacità di carica effettiva della batteria. Se 46 kWh sono il 71% della carica, il 100% è 64,8 kWh.


 

Il giorno dopo (oggi) siamo ripartiti con l’86% (avendo consumato alcuni kWh per andare da Varazze a Spotorno) per tornare al Maniero facendo lo stesso percorso. Abbiamo provato a fare un esperimento: visto che non avrebbe avuto molto senso fermarsi all’unico Supercharger lungo il percorso (quello di Varazze), perché la carica sarebbe stata molto lenta, dato che la batteria era già quasi piena, e non stavamo viaggiando in orario da pranzo, abbiamo deciso di tentare di tornare al Maniero senza fare tappe di ricarica. 

È stata una sfida un po’ più impegnativa rispetto all’andata, quando siamo partiti col “pieno” e comunque abbiamo fatto tappa per caricare. Qui si trattava di partire senza “pieno” e di non fermarsi a caricare, fra l’altro senza farci mancare l’aria condizionata (fa molto caldo).

Il navigatore dell’auto ci ha detto che non ce la potevamo fare, ma sapevamo che il suo software fa i calcoli ipotizzando che si viaggi sempre alla massima velocità consentita dai limiti stradali, per cui abbiamo deciso di provare lo stesso, con l’accortezza di ridurre la velocità di percorrenza, tenendo come Piano B una sosta di ricarica rapida a una colonnina non-Tesla vicino ad Alessandria.

Il tratto iniziale (praticamente fino all’imbocco della A26) è stato comunque trafficato e lentissimo, per cui raramente abbiamo superato gli 80 km/h (non avremmo potuto nemmeno volendo), mentre il tratto restante (la A26, in sostanza) è risultato deserto, ma abbiamo tenuto la velocità fissa a 100 km/h, come hanno fatto molti altri automobilisti “termici” intorno a noi.

Con questa tecnica siamo riusciti in effetti a tornare a casa senza soste di ricarica e con il 10% di carica residua. Abbiamo percorso, dall’ultima ricarica, 314,9 km (da Varazze a Spotorno e da Spotorno fino a Lugano), consumando 51,3 kWh (163 Wh/km): è la tratta più lunga che abbiamo mai percorso con una singola carica. Ci abbiamo messo 3 ore e 29 minuti, ottenendo una media di 90,4 km/h. È bizzarro che la media al ritorno sia stata più alta che all’andata, nonostante il fatto che all’andata abbiamo avuto velocità massime nettamente superiori: dimostra il peso che hanno i rallentamenti sulla velocità media.

Questi dati del viaggio di ritorno significano che in teoria l’86% di carica equivale a 51,3 kWh e quindi che la capacità totale disponibile della batteria è circa 59,6 kWh. E indicano anche che l’autonomia totale teorica di TESS stando sotto i 100 km/h è 366 km.

In altri viaggi, fatti a velocità di punta più sostenuta (120-130 km/h per quasi tutto il viaggio), l’autonomia totale teorica era risultata inferiore di una quarantina di km. Ho sempre stimato, prudenzialmente, che TESS avesse 320 km di autonomia autostradale, ma ora so che se necessario posso affrontare una tappa di 360 km senza preoccupazioni.

Ancora una volta, insomma, risulta molto evidente che la velocità ha un peso importantissimo sull’autonomia di un’auto elettrica e che quindi il modo migliore per aumentare l’autonomia è guidare più piano: anche 10 km/h in meno fanno una differenza notevolissima.

Km percorsi: 579

KWh consumati: 96,7

Costo: 10,5 CHF (circa 10 euro)

2021/06/23

Avventurette in auto elettrica: momenti di panico oggi al Maniero Digitale

Ding-dong. Suona il campanello. Due persone mi avvisano che nel garage condominiale c'è l'odore tipico di una batteria che si sta surriscaldando.

Corro fuori in ciabatte prendendo di corsa le chiavi di Elsa e Tess (le mie due auto elettriche). Il garage comune è molto ampio (ospita una trentina di auto) e non ha divisori: è uno spazio coperto ma aperto. Appena mi avvicino ai miei posti auto sento il forte odore solforoso tipico di una batteria in sovraccarico.

Stacco immediatamente dalla mia presa elettrica le due auto e i loro caricatori. Tess era collegata ma non era sotto carica (l’avevo caricata ieri sera); Elsa non era nemmeno collegata. Le accendo e vedo che sui cruscotti non c'è nessun allarme. Ma l'odore è più intenso proprio nella mia zona del garage.

Le persone che mi hanno avvisato hanno pensato subito che l'odore venisse da Elsa o Tess perché sono le uniche auto elettriche del condominio, ma una volta passato lo spavento iniziale, visto che nessuna delle due auto sta emanando fumo o dando altri segnali di pericolo, comincio a ragionare. Aspetta, questo è odore da batteria al piombo, non da batteria al litio. Quindi la fonte dell’odore potrebbe essere una qualunque della auto tradizionali presenti nel garage.

Ma anche le auto elettriche hanno una batteria a 12V (serve per gestire i sistemi vitali e avviare la centralina che poi gestisce la batteria di trazione), per cui controllo le batterie 12V di Elsa e Tess. Tutto a posto. Intanto le persone che mi hanno allertato stanno annusando in giro per trovare la fonte dell'odore.

Notano che una delle auto a pistoni in fianco alle mie ha il cofano caldo, quindi è stata usata poco fa. Dalla griglia di ventilazione del suo cofano esce un odore fortissimo di zolfo.

Preoccupati all'idea che quest’auto prenda fuoco e l'incendio si propaghi mano mano alle altre automobili (le prime sarebbero le mie), sposto Elsa, la più vicina, intanto che i condomini cercano di contattare il proprietario dell'auto sospetta.

Il proprietario non arriva, per cui le persone decidono di aprire il cofano (è un'auto d'epoca, ha le levette di sgancio laterali esterne). Vediamo tutti la batteria a 12 V che fuma e sibila. OK, e adesso?  

Questa è la batteria. Si nota il bagnato della condensazione dei vapori alle estremità.

Le persone (una è un esperto d'automobili per motivi professionali) staccano un contatto della batteria. Arriva il proprietario, e l'auto viene spinta a mano verso l'autolavaggio condominiale (sì, abbiamo un autolavaggio, rustico ma efficace), così abbiamo un modo per estinguere eventuali fiammate. Ci sono anche gli estintori, ma una bella innaffiata d’acqua sembra più efficace.

Poi, con calma, la batteria viene smontata e raffreddata in acqua. Problema risolto e panico passato.

Da questa storia traggo una lezione o due (o tre):

  • Primo, quando sei il primo a introdurre una tecnologia nuova, metti in conto che qualunque anomalia nelle vicinanze sarà automaticamente ritenuta colpa tua, anche da te :-) Notate che le persone sono venute subito a suonare il mio campanello, perché le uniche auto elettriche qui sono le mie, e io mi sono preoccupato subito che Elsa o Tess potessero essersi incendiate perché so che le auto elettriche possono, raramente, incendiarsi. Reazione comprensibile e istintiva.
  • Secondo, tendiamo a sottovalutare o ignorare i pericoli delle tecnologie alle quali siamo abituati e a ingigantire quelli delle tecnologie che non conosciamo. Il garage condominiale è pieno di auto contenenti carburante altamente infiammabile? Nessun problema! È normale! Non si inquieta nessuno. Ma quelle elettriche, mah... :-)
  • Terzo, se state pensando di comprare un'auto elettrica, pianificate bene la comunicazione con i vostri vicini e/o condomini. Tenete conto delle loro naturali diffidenze e siate pronti a informare e spiegare. Coinvolgeteli il più possibile.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e razionalmente so che la copertura assicurativa avrebbe gestito il possibile danno economico, ma comunque mi sono visto passare davanti tutta la vita e tutte le rate del leasing.