2021/04/05

Cosa vede esattamente la telecamera interna della Tesla Model 3

L’informatico @greentheonly ha pubblicato una serie di tweet nei quali mostra cosa viene visto esattamente dalla telecamera interna delle Tesla Model 3. Le immagini sono a colori e a 36 fotogrammi al secondo. Si nota che anche di notte c’è spesso luce sufficiente a vedere il volto del conducente. L’inquadratura non include il volante, contrariamente a quanto dichiarato nelle illustrazioni pubblicate da Tesla, e l’aletta parasole può essere posizionata in modo da coprire completamente il volto del conducente, come si nota nel primo video qui sotto a circa 9 minuti dall’inizio.

Questi sono due video della telecamera interna, pubblicati sempre da @greentheonly.

2020/10/10

I Supercharger non saranno più gratuiti per tutti in Italia dal 13 ottobre

Per molto tempo tutti gli utenti Tesla che hanno caricato presso i Supercharger in Italia hanno beneficiato di un vantaggio insolito: le cariche erano gratuite. La situazione cambierà dal 13 ottobre prossimo, secondo Teslaclub.it, che cita una comunicazione di un “Program Manager di Tesla America”. Si pagheranno le cariche anche in Italia come negli altri paesi.

2020/10/06

Tesla ha attivato l’autenticazione a più fattori per proteggere meglio gli account dei proprietari

Stando alle segnalazioni, da poche ore è attiva finalmente l’autenticazione a più fattori per gli account dei proprietari di auto o altri prodotti Tesla. Questo aiuta molto a rendere più sicuri questi account, proteggendoli contro il furto di password.

Se siete utenti Tesla, per attivare l’autenticazione a più fattori potete consultare le apposite istruzioni pubblicate da Tesla e potete guardare questo video (in inglese). In sintesi, procedete come segue.

 

1. Installate un’app di autenticazione

Prima di tutto, dovete installare un’app di autenticazione sul vostro smartphone o tablet. Google Authenticator va benissimo, ed è quella che userò per semplicità in questa descrizione.

Poi assicuratevi di avere a disposizione:

a) qualche minuto di calma e concentrazione 

b) il vostro smartphone, connesso a Internet

c) un computer (o un tablet), connesso a Internet 

 

2. Accedete al vostro account Tesla

Poi entrate nel vostro account Tesla nella maniera consueta, andando sul sito di Tesla (non nella app), cliccando su Account Tesla e immettendo il vostro indirizzo di mail e la vostra password. Per semplicità presumerò che lo facciate usando un computer. 

Dopo che avete cliccato su Login, sul vostro computer compare la schermata del vostro veicolo: cliccate su Account.

Questo vi porta a questa schermata:


Qui cliccate su Autenticazione a più fattori e poi su Gestisci. Sul vostro computer compare questa schermata:

Cliccate su Successivo: vi viene chiesto di nuovo di immettere indirizzo di mail e password e di cliccare di nuovo su Login. Stavolta sullo schermo del computer compare un codice QR, che dovete inquadrare con la fotocamera del vostro smartphone usando l’app di autenticazione (Google Authenticator).

A questo punto nell’app di autenticazione sullo smartphone compare una voce in più, identificata dal nome Tesla, insieme a una sequenza di sei cifre che cambiano periodicamente ogni minuto circa. Questa sequenza di cifre è la vostra seconda password, che è temporanea.

Cliccate su Successivo e immettete rapidamente la sequenza di cifre mostrata sul vostro smartphone in quel momento.

 

3. Fatto!

Da questo punto in poi, per entrare nel vostro account Tesla non basta più conoscerne o indovinarne la password: è necessario digitare anche questa sequenza di cifre continuamente variabili, che è presente soltanto sullo schermo del vostro telefonino.

Anche l’app Tesla sul vostro smartphone chiederà questa sequenza di cifre oltre alla password se fate logout dall’app e poi tentate di rientrare. 

Un aspirante intruso dovrà quindi avere accesso non solo alla vostra password ma anche al vostro smartphone. È per questo che si chiama autenticazione a più fattori: mentre prima a un intruso bastava un solo fattore (la vostra password), ora ne servono due (la vostra password e il vostro telefonino). Questo rende estremamente difficile il furto a distanza degli account Tesla.

 

4. Codici di recupero

L’attivazione dell’autenticazione genera anche dei codici di recupero, che potete usare in emergenza qualora non fosse disponibile il telefonino sul quale avete installato l’app di autenticazione. Questi codici vanno custoditi in modo sicuro, separatamente dal telefonino sul quale avete l’app di autenticazione.

Se avete eseguito correttamente tutta la procedura, ricevete una mail di conferma da Tesla, che dice che “L'autenticazione a più fattori è stata attivata. Dovrai inserire una password dall'app di autenticazione ogni volta che accedi”.

 

5. Dispositivi multipli

Potete abilitare l’app di autenticazione su un massimo di due dispositivi (smartphone o tablet). In questo caso, quando tentate il login nel sito o nell’app Tesla vi viene chiesto quale dispositivo volete usare come fonte della sequenza di cifre.

Sul sito.

Nell’app.

 

Nella configurazione dell’autenticazione a più fattori potete assegnare un nome a ciascuno dei due dispositivi per distinguerli più agevolmente.

2020/09/18

Svizzera, 40% in più di immatricolazioni elettriche

Secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica, a luglio di quest’anno l’immatricolazione di nuovi veicoli elettrici è aumentata più del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la pandemia (Emotì).

2020/09/13

Per la prima volta l’aggiornamento hardware CCS mi “salva” in viaggio


Qualche tempo fa ho fatto aggiornare l’hardware di TESS in modo che gestisse anche le cariche rapide delle colonnine CCS Combo, come raccontato qui. Essendo una Model S del 2016, ha infatti il connettore Tipo 2 Tesla e necessita di una scheda di gestione aggiuntiva e di un adattatore, che invece sono di serie sulle Model S e X più recenti (le Model 3/Y hanno direttamente il connettore CCS Combo).

Normalmente carico sempre a casa; durante i viaggi uso i Supercharger di Tesla, che fra l’altro sono gratuiti in Italia. I Supercharger hanno entrambi i connettori (Tipo 2 Tesla e CCS Combo), ma le colonnine rapide di Enel-X e di tanti altri fornitori no, per cui alle Tesla Model S e X serve un adattatore fisico per usare queste colonnine.

Ieri, facendo la tratta Lugano-Pavia-Lugano a velocità molto sostenuta per compensare una lunga coda incontrata in autostrada e arrivare in tempo a un appuntamento assolutamente non rinviabile (un funerale), con cinque persone a bordo e i due bagagliai strapieni, mi sono trovato sulla via del ritorno con meno autonomia residua del solito.

Il navigatore di bordo mi ha detto che avevo carica appena appena sufficiente a tornare a casa viaggiando un po' più lentamente (a 100 km/h): ci sarei arrivato con il 5% di carica residua all’arrivo. Non volendo rischiare, mi sono fermato 12 minuti alla colonnina rapida dell’Autogrill Villoresi Est. Non è stato piacevole scoprire che la colonnina era stata rimossa, ma il cartello indicatore no.

Ma uscendo dall’area di sosta mi sono ricordato che la Dama del Maniero (mia moglie) aveva notato la costruzione di un’area di servizio Q8 e mi è venuto il dubbio che la colonnina di ricarica fosse stata rimossa perché era stata spostata nella nuova area. E infatti così è stato: la colonnina è ora Enel-X (nella foto qui sopra) e non è affatto indicata da cartelli o altro. Oltretutto è acquattata in una posizione per nulla visibile da chi passa in fianco all’area di rifornimento. Le coordinate esatte della colonnina Q8 sono queste.

Ho caricato giusto qualche kWh (7,9, per la precisione), per avere margine di sicurezza e poter viaggiare un po’più speditamente, e siamo arrivati a casa con il 10% di carica residua. Ce l’avrei fatta anche senza la ricarica, ma così ho viaggiato senza ansie.

Un altro aggiornamento software per TESS

TESS, la mia Tesla Model S del 2016, ha ricevuto un altro aggiornamento software seguendo la procedura descritta qui; è arrivata una notifica sull’app... ...ho accettato di installarla quando mi era più comodo...
... e a fine installazione ho visto le novità: per la mia versione di Model S, si tratta solo di “miglioramenti minori e correzioni di bug”. Le versioni più recenti hanno molte altre novità, descritte qui su Notateslaapp.com anche in italiano.
La mia auto è ora aggiornata alla versione 2020.36.3.1.

2020/09/02

Svizzera, 5688 auto elettriche in più nei primi sei mesi del 2020

“Nel primo semestre del 2020 sono stati venduti 1'618 modelli di Tesla Model 3. Al secondo posto svetta la Renault Zoe con 1'154, seguita da BMW i3 con 327 [...] Secondo l’Associazione degli importatori Auto-Schweiz tra gennaio e giugno di quest’anno sono state immatricolate in Svizzera 5'688 auto a propulsione elettrica. Rispetto allo stesso periodo dell’anno passato c’è una lieve tendenza al ribasso del 4.3%. Probabilmente il piccolo scivolone è dovuto alla crisi del coronavirus ma questo dato non deve scoraggiare gli amanti della mobilità elettrica.”

-- Dall’account Instagram del fornitore di soluzioni di ricarica svizzero Emotì.

2020/07/16

Un aliante a decollo elettrico

A 16:50 in questo servizio del Quotidiano della Radiotelevisione Svizzera si parla di un aliante a decollo elettrico realizzato in Svizzera.

Il Silent 2 Electro viene descritto come l'unico aliante ultraleggero al mondo in grado di decollare, senza traino, grazie a un motore elettrico. Ce ne sono altri capaci di decollare da soli, evitando le difficoltà e i costi di un aereo da traino, ma sono a pistoni.

È un monoposto fabbricato dalla Alisport Swiss, fondata in Valposchiavo, a Campocologno, da un gruppo di italiani, rilevando un progetto da una ditta oltre confine. Ne volano già 170 esemplari. È dotato di un paracadute balistico che fa atterrare l’intero velivolo, che pesa poco più di 300 kg. Costo: 100.000 CHF.

In effetti questa è un’applicazione perfetta per un motore elettrico: la batteria può essere piccola (4,2 kWh), dato che serve solo per la salita in quota, e quindi leggera (33 kg) e l’energia inutilizzata al decollo (che ne usa solo il 20%) può essere usata per prolungare il volo (fino a 40 minuti di azionamento dell’elica, situata sul muso).

2020/06/27

Svizzera, aree di sosta (non di servizio) con colonnine rapide

Credit: RSI.
Di solito si immagina che le colonnine di ricarica rapida per auto elettriche vengano installate nelle aree di servizio autostradali, in modo che gli utenti abbiano a disposizione un posto dove mangiare o fare acquisti. In Svizzera, oltre a queste installazioni, stanno nascendo anche colonnine di ricarica rapida nelle aree di sosta, ossia in aree senza punti di ristoro.

Il primo caso di area di sosta attrezzata con colonnine è stato inaugurato ieri, 27 giugno 2020, a Inseli, sull’autostrada A2 in direzione Lucerna, nel canton Lucerna (circa 200 km dal Maniero Digitale). È la prima di 100 che verranno installate nelle aree di sosta della Confederazione nel corso dei prossimi 10 anni.

Nelle aree di servizio svizzere, invece, ci sono già 24 colonnine. L’obiettivo è arrivare, entro il 2022, a 160 stazioni, fra aree di sosta e aree di servizio, per un totale di 600 punti di ricarica. Le colonnine ad Inseli sono di Primeo Energie e Alpiq E-Mobility (RSI). Primeo ne parla qui (in tedesco); l’Ufficio Federale delle strade (USTRA) ne parla qui (in italiano).


2020/05/27

Addio, auto a benzina

Il 26 maggio scorso ho fatto rifornimento di carburante a un’auto di mia proprietà per l’ultima volta. Di ritorno da un viaggio di famiglia a La-Chaux-de-Fonds, in Svizzera, ho scattato questa foto ricordo di una tappa simbolica importante nel mio percorso di abbandono dell’auto a carburante per passare completamente all’auto elettrica.



A causa della pandemia e per varie altre ragioni di lavoro e di famiglia, questo viaggio è stato il primo significativo che ho fatto con quest’auto (una Opel Mokka, affettuosamente soprannominata Petula per via dei suoi cicalini continui e petulanti) da febbraio 2020. Ho quindi deciso di venderla privatamente a partire da venerdì tramite il Touring Club Svizzero, che ha un servizio di vendita molto interessante: si occupano loro di tutto.

Non ho ancora deciso se e come sostituirla, ma di certo la vendo e non avrò mai più un’auto a carburante fossile. Prenderò una decisione finale tra pochi giorni, dopo un’ultima serie di prove delle possibili candidate. Per ora resto con la mia piccola iOn elettrica come unico veicolo.

In quattro anni, dal 10 giugno 2016, ho fatto 89.491 chilometri e speso 9892,52 CHF per 6440 litri di benzina, per un costo al km di 0,111 CHF/km e un consumo effettivo di 13,85 km/litro. Ho inoltre speso 2406.35 CHF in manutenzione (cambi gomme, tagliandi, cambi olio).


Aggiornamento: Il 29 maggio ho consegnato la Mokka al TCS per la messa in vendita. Per la prima volta da quando sono diventato maggiorenne, non ho più un’auto a carburante. Il dado è tratto. Fa un effetto strano.

La mia ultima auto a pistoni.

Goodbye, Petula. Sei stata una brava auto.